sabato 10 settembre 2011

pensierino

Mi sa che sono stanca, di chi mi dice parole a caso, tanto per dire, senza avere la più pallida idea di niente.
Senza averla MAI avuta.
Si fa presto a scordarsi da dove si è partiti, eh?
Se poi si è partiti già vicini alla vetta, si fa ancora prima, a dimenticare che esiste qualcosa che non è la cima.
Le strade sono come il muro d'orto di Montale, irte di cocci aguzzi di bottiglia: certo che se tu le strade le sorvoli, le sfiori appena ogni tanto, è difficile ricordarsi cosa significa camminarci sopra.
Sono stanca di questo. Lo so che è una stanchezza inutile, perchè è e sarà sempre così. Non finiranno mai di darmi la loro opinione sul piombo, quelli che conoscono solo l'oro e l'argento.
Solo che non so cosa farci, se mi viene voglia di urlare.
"...ah...guarda...è così per tutti."
Ah sì? davvero? ma vaffanculo, dai!

mercoledì 31 agosto 2011

nervosismi

A volte ho voglia di urlare. Per fortuna esistono le stradine isolate, dove al massimo incontri un paio di trattori, e non c'è nessuno che ti guarda male se ti metti a strillare, da sola dentro la tua macchina, ululando come un unno in battaglia.
E' che essere umiliata gratuitamente e senza nessuna plausibile, ma nemmeno implausibile, ragione, mi fa veramente ma veramente incazzare.

Un giorno spero anche io di poter strappare a morsi (metaforicamente? non so ancora) qualcosa a qualcuno.

venerdì 29 luglio 2011

Oh, che romantico!

Romantico, il temporale estivo..i tuoni ...i lampi..la pioggia a gocce grandi quanto sbadigli.
Romanticissimo.
Ma NON, e ripeto NON, se sei da sola a fare la spesa al supermercato, e ne esci con due borse talmente piene che ti si allungano le braccia tipo orango. E la macchina è lontana da qualche parte, e il carrello sembra mirare malevolmente a tutte le pozzanghere più profonde.
cosicchè poi, quando finalmente arrivi a casa, il tuo aspetto esteriore (ma anche interiore) oscilla graziosamente tra la bambina del film The ring e una qualche specie di alga antropomorfa.

giovedì 28 luglio 2011

telefono

Sbadatamente appoggiavo il cellulare sopra il gilet, abbandonato su una sedia, di mio padre.
Distrattamente il detto padre afferrava il gilet e lo buttava di lato, per liberare la sedia.
Rumorosamente cadeva il cellulare per terra, smembrandosi in svariati pezzi.
Pazientemente raccoglievo i pezzi, mentre il padre tra sè e sè sacramentava.
Oziosamente riflettevo sul fatto che imperterrito funzionava ancora, il cellulare contuso, dimostrando una testardaggine quasi commovente, se paragonata alla caducità di molte altre cose.

mercoledì 13 luglio 2011

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Ogni silenzio un goal.

domenica 15 maggio 2011

giuridicamente parlando

Valutazione delle prove

Quando una prova viene ottenuta illegalmente da una parte, esistono limitazioni all'ammissibilità di tale prova?

Sì. Se il comparente fornisce, per comprovare le proprie affermazioni, una prova che egli abbia ottenuto o si sia procurato venendo meno alle disposizioni di legge o se l'acquisizione della prova ha portato a violare i diritti di un'altra persona, fisica o giuridica, il tribunale giudicherà tale prova inammissibile. Una prova inammissibile è per esempio un'intercettazione telefonica effettuata all'insaputa delle persone interessate (cosa vietata dalla legge sulle telecomunicazioni).

Non sarei mai stata brava in giurisprudenza.Perchè non sono mai capace di dimenticarle, le prove inammissibili.Anzi, proprio il fatto che lo siano me le rende indelebili in mente.Come qualcosa che ti si impianta dentro e non potrai mai espellere.

Maledizione. Merdimonio.

sabato 14 maggio 2011

Il quiz del giorno.

Siore e siori, venghino venghino.
Qualcuno di voi sa forse rispondere a queste semplice domanda?
Dov'è che finisce la buona fede e comincia il sotterfugio?
Dov'è il giusto limite alla curiosità?
Quando è giusto fare compromessi e limitarsi, e per chi è giusto farlo?
E con che diritto si può chiedere a un'altra persona di darsi un limite, di non esplorare, solo per rispetto verso di noi?
Venghino, siore e siori, si buttino pure.

lunedì 25 aprile 2011

composizione

A volte mi chiedo se le cellule epiteliali che disperdiamo ogni giorno nell'ambiente siano innocue.
Se le MIE cellule epiteliali siano innocue.
Perchè ogni giorno a quanto pare se ne perdono parecchie, no? E si disperdono intorno, sugli oggetti, sulle cose, sulle persone intorno.
E se la mia pelle avesse lo stesso effetto dell'acido solforico?
Sarebbe certamente così, se attraverso l'epidermide filtrasse ciò che temo di essere dentro, in certi momenti.
Vorrei essere fatta di latte, dentro. Fresco, bianco, nutriente.
Ed è incredibile quanto a volte mi senta sbagliata, e colpevole perchè non sono come dovrei, come mi sembra siano gli altri.
Chissà se riuscirò mai a lavorarmi, impastarmi e riamalgarmi fino a diventare qualcuno di meglio.

venerdì 8 aprile 2011

decisamente primavera

E' arrivata la primavera.
Me ne accorgo perchè, dalle mie finestre spalancate per tutto il giorno (primo indizio), mi arrivano nitide le voci di mamme che, in un crescendo di irritazione, richiamano in casa i bambini, concentratissimi nei loro giochi sul prato (secondo indizio).
Mi piace sentire le mamme che chiamano i bambini.
Ecco una buona cosa in questa giornata. Mi sembrava giusto appuntarmela.

venerdì 1 aprile 2011

the meaning of life

Sono stanca di attese, di date che si rincorrono.
Inizi di marzo, fine di marzo. Inizi di aprile, metà di aprile.
poi che sarà? un calendario di crocette che rimandano ad altre crocette, ad altre date fatidiche.
Attese che diventano polvere, come un vampiro al sole.
Attese che diventano altre attese, mentre intorno passano gli autobus, i treni, le biciclette e persino qualche triciclo.
tutto si muove, mentre il calendario mi sbeffeggia.
Sono stanca.
Tutti quei responsi, alcuni decisamente (in)attesi, quelli che ancora devono giungere e quelli piombati tra capo e collo quando proprio si pensava ad altro.
E' questa la vita?
E intanto io continuo a lavorare in mille posti, a fare il bucato il sabato e la sfoglia la domenica, a fare la spesa all'ora di pranzo e ad andare a letto ripassando gli impegni del giorno dopo.
Probabilmente sto sbagliando qualcosa.

lunedì 14 marzo 2011

specchio

A volte mi domando se quello che mi mettono davanti all'improvviso sia uno specchio, o una di quelle superfici deformanti che si usavano nei lunapark (il labirinto degli specchi, o qualcosa del genere).
Quello che vedo...sono davvero io?
Come Bartebly...preferirei di no.
Non mi sento così. Non sono nemmeno sicura di poter vivere dentro questa pelle, se quello che sono è quel ritratto che mi si mette a forza sotto gli occhi.
Quelle frasi, quelle parole, quelle immagini che a quanto pare mi tratteggiano.
Ci rifletterò, anche se nutro dubbi sull'esattezza di ciò che altri esseri umani possono dirmi di me stessa.
Quantomeno, nutro dubbi sulla perfetta esattezza senza sbavature del giudizio dato da un altro essere umano.
A meno che non abbia occhi talmente oggettivi da renderlo mostruoso.
.....riflessione.....

lunedì 7 marzo 2011

6 marzo 2011

Le cose cambiano.
A volte all'improvviso, a volte gradualmente.
Ma anche in questo caso, è rassicurante prendere una data e decidere che è stato quello, il punto di svolta.
Oggi è stata una giornata strana, domani riprende la routine: il lavoro, i lavori, le faccende di casa, il raffreddore che sento incombere. Ma oggi, è stato come essere un po' in vacanza.
Ho una strana sensazione addosso, come una certa fragilità, porosità di me stessa.
Ma forse è solo influenza che cova.

domenica 27 febbraio 2011

prima di dormire

"...forse è perchè non eri stato chiaro su.."
"o forse invece è perchè ERO stato chiaro su!"

Incredibile come le spiegazioni che ci diamo di un evento possano essere opposte, speculari.
Ognuno spiega le cose in base alle informazioni che ha.
E quando, come spesso avviene nella vita, non abbiamo tutti i dati, forziamo un po' la realtà per farla entrare nelle nostre convinzioni o, più spesso nel mio caso, nelle nostre tristi previsioni.
che vorrei tanto vedere smentite. Ancora e ancora.
A volte penso davvero che sia difficile relazionarsi a me.
Probabilmente il corvo che gracchiava nevermore al povero Edgar Allan P. non avrebbe nulla da ridire sul mio approccio non esattamente ottimista....ma probabilmente sarebbe anche l'unico.
Ogni volta che chiedo troppo alla realtà, che forzo troppo la misura sperando di essere contraddetta, mi pento di questo atteggiamento. Ma non so che farci. Per quanto io possa lavarmi e profumarmi, puzzerò sempre di paura dell'abbandono.

giovedì 24 febbraio 2011

A volte, come oggi, mi sento un po' scontornata.
Poche ore fa, cercavo di spiegare a una persona che non è il caso, che si allontani dalla zona in cui vive, e che conosce, perchè non è ancora in grado di gestire la cosa.

Io: ....ma se, per esempio, ti perdi? cosa fai?
Risposta: sì...ma poi mi ritrovo.

Già. Non fosse che è stato detto seriamente, sarebbe un'ottima risposta.
Ha continuato a ronzarmi in testa, questo scambio surreale.
Forse perchè a volte io ho proprio questa sensazione, di perdermi.
E non sempre mi ritrovo, se lasciata a me stessa. Mi risulta molto più facile se posso seguire un filo datomi da altrui presenze. Mi è più facile vedermi, allora. Ridefinirmi.
Non so se sarà mai diverso da così.
Stasera, poi, non trovo neanche le parole. Perchè non trovo neanche i pensieri. perchè non sono nemmeno sicura delle mie sensazioni.

sabato 12 febbraio 2011

imparerò???

Che poi io ho un'età.
Che poi, a ben guardare, chi è che non ha un'età? I morti, magari, ma nemmeno, che arriva subito l'archeologo che ti spennella e ti spolvera e ti appiccica una data addosso!!!
E quindi, si diceva che io ho un'età.
In Italia magari posso ancora passare per "giovine" nelle statistiche, e lo scarsissimo uso di trucco (rimmel, fondotinta, fard, e chi più ne ha più si impiastricci la faccia) aiuta la mia faccia a sembrare forse un filo più infantile di quanto io non sia...ma ho sempre un'età.
Un'età per la quale potrei essere definita adulta.
E poi cazzo, io di relazioni interpersonali, comunicazione, ruoli e copioni...me ne intendo un po'.
E allora come faccio a caderci ancora?
Dovrei gestire le cose meglio, merdimonio!!!
E invece ecco cosa succede. Che io non so fare finta.
Arriva la tizia, lei sì ben capace, e davanti a testimoni mi tratta benino, mi sorride persino, fa mostra, in pubblico, di un certo socialmente adeguato interesse nei miei riguardi.
Poi i testimoni si voltano, si distraggono, e lei poco ci manca che mi butti giù dalle scale.
Dopodichè io, cretina, faccio presente che la creatura è quantomeno Giano bifronte.
Anzichè starmi zitta, riferisco che mi inquieta, la signora, e che poca fiducia mi ispira.
Risultato: io sono la solita. Ho una visione e una mente distorte. Sono quella che pensa male di tal brava persona.
Ma quando imparerò anch'io a sorridere servendo agli ospiti un buon caffè in stile Sindona?
Sono sicura che in quel caso tutti si complimenterebbero per la mia ospitalità.
Oh, merdimonio!