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domenica 18 agosto 2013

Poi dicono "stravedi per lui"



Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l'affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato.

 Philip Roth_ Pastorale americana

Stravedo sì, stravedo

giovedì 21 ottobre 2010

si preferisce. Perchè a volte, è come avere.

Sophie preferisce avere lo stomaco in subbuglio piuttosto che andare in coma e dormire tutto il tempo. Il tempo passato a dormire è tempo senza Solomon...
Wallace. Questa è l'acqua.

"...tu prendi le cose così. come se dovessero andare male. ma tu non stai morendo..."
Certo.
Ma a volte la testa non lo sa, che le cose non stanno così. E non ti fa dormire. Perchè il tempo passato a dormire è tempo senza.

...come avere sempre davanti e sotto un enorme buco nero senza fondo, un buco nero, nerissimo, con dentro qualche spunzone, magari, e tu fai parte di quel buco, e cadi anche quando rimani dove sei (...magari quando capisci che il buco sei tu e nient'altro...)
Wallace. Questa è l'acqua

giovedì 20 maggio 2010

the end

...
...
...
«Mia bella Principessa, il vostro buffo nanerottolo non danzerà mai più. È un peccato, poiché è tanto brutto che forse sarebbe riuscito a far sorridere il Re.»

«E perché non danzerà più?» domandò l'Infanta ridendo.
«Perché il suo cuore si è spezzato» rispose il Ciambellano.
Allora l'Infanta si oscurò in volto e le sue delicate labbra simili a petali di rosa si incresparono in una graziosa smorfia di disprezzo.
«In avvenire fate in modo che quelli che vengono a giocare con me non abbiano cuore!» esclamò, e corse fuori nel giardino.
_FINE_

venerdì 23 aprile 2010

Innegabilmente esatto.

La redenzione possibile dall’aporia dell’irreversibilità – non riuscire a disfare ciò che si è fatto, anche se non si sapeva, e non si poteva sapere ciò che si stesse facendo, è nella facoltà del perdonare.
Il rimedio all’imprevedibilità è la facoltà di fare e mantenere promesse.
H. Arendt


....niente da aggiungere.

giovedì 18 febbraio 2010

g. 3.25 -3.26

...
Così, al posto del cibo entra il mio gemito,
e i miei ruggiti sgorgano come acqua,
perché ciò che temo mi accade
e quel che mi spaventa mi raggiunge.
Non ho tranquillità, non ho requie,
non ho riposo e viene il tormento!
...

giovedì 17 dicembre 2009

in un libro letto qualche tempo fa

c'era questa battuta.
A me era piaciuta molto, oggi mi torna in mente.

"A proposito, la sai questa? Qual è la fregatura peggiore dell'essere atei?"
"Mi arrendo"
"Non hai nessuno a cui parlare mentre vieni".
(L'inferno comincia dal giardino, J. Lethem)


Non per niente Minimum fax è la mia casa editrice del cuore.


venerdì 11 dicembre 2009

ecco. esattamente così, la penso.


"Se il Natale fosse una persona, uscirei in una notte di nebbia a tagliargli la gola, poi mi costituirei e passerei felice il resto della mia vita a guardare video dietro le sbarre"

(Curtin - La lega antiNatale)


sabato 28 novembre 2009

La macchia umana

"Noi lasciamo una macchia, lasciamo una traccia, lasciamo la nostra impronta. Impurità, crudeltà, abuso, errore, escremento, seme: non c'è altro mezzo per essere qui."

P. Roth


Non serve dire che l'onorevolissimo Philip R. a me provoca dipendenza.
E che mi prostro ogni volta di fronte a ciò che scrive.
Che dire? oggi più che mai, mi torna in mente questa frase, tra le tante di questo romanzo potente.

E, vai tu a capire la mente umana, sull'onda delle letture rothiane, ricito,da Everyman:


"Solo di sfuggita gli sovvenne che poteva essere illusorio pensare, a cinquant'anni, di poter trovare un buco che sostituisse tutto il resto."

venerdì 14 agosto 2009

definizioni

Mi tornano in mente spesso le parole del mio amico scrittore:

"Non cercate a tutti i costi libertà e piacere in una stagione, per quanto questa stagione sia l'estate, per quanto questa estate sia caldissima e lunga, per quanto questo lungo sonno della fatica si dilati - come un ventaglio- in un 'assenza. Perchè questo è il vero senso della parola vacanza: assenza - vuoto - mancanza."

Sono circa due anni, che l'ho letto, "Diaro di bordo" .
E questa frase l'ho sempre avuta in mente, da allora. Eppure, da bravo stupido animaletto che sono, ogni tanto fingo che non sia vera.
Fa ancora caldo, qui.
Incontro persone per strada, mi guardano braccia e viso, "non sei abbronzata...non hai fatto ferie? una bella vacanza ogni tanto.."
No. Non sono abbronzata. Sì. Sono andata in ferie. Sì. Bella no, ma sicuramente grande, la vacanza, la mancanza, l'assenza.
Ma è colpa mia, che lo sapevo e fingevo di no. Dopotutto, la definizione era lì, luminosa nella mia memoria.
Ma a volte non vogliamo ricordare, non vogliamo sapere, non vogliamo vedere.
Ma anche la schifosa estate, prima o poi se ne va.
Dopotutto, come diceva lui, tutto passa.
Anche l'estate sta finendo, o così dicono.
Stanotte mi sono addormentata con tutte le finestre aperte, e ho fatto la prima ronda notturna per chiuderle, 3 del mattino, la fottuta ora del lupo, l'ora in cui si è soli.
Si è soli e si sente il refolo gelido sotto il lenzuolo. Primo segnale di cedimento della stagione.
Sono rimasta in piedi qualche minuto, ad ascoltare gli odori di casa mia.
C. che ancora viene a farsi qui la doccia, ha lasciato aperto lo shampoo in bagno. Ecco il perchè di questo profumo di albicocca. Non è stato molto tempo fa. Ma ora non so più nulla.
A occhi chiusi, mi vedo davanti la pagina del libro.

È stato molto
tempo fa,

e ora

non so

più nulla

di lei

che una volta

era tutto.
Ma tutto

passa.


C'era anche il testo a fronte, ovvio, ma io Brecht l'ho sempre letto tradotto.
Con queste definizioni scrivo il mio personale dizionario: al momento sono presenti solo la voce "vacanza" e la voce "amore".

venerdì 24 luglio 2009

Il mostro(2)

"Mi sembri così strano stamattina! Ti senti bene?"
"Benissimo, mi sento! Da Dio! Buttanazza della miseriazza buttana e figlia di buttanazza porca e fottuta, quantu mi sentu beni! Benissimo mi sento!"

Nella seconda attesa della giornata, Montalbano mi strappa un sorriso.
Forse perchè io non avrei saputo dirlo meglio.
Anche io, in effetti, benissimo mi sento.
Cosa faccio, ora?
Merdimonio. Merdimonio. Merdimonio.

sabato 20 giugno 2009

Lebensabschnittgefahrtin

E' una parola bellissima.
Ed è giusto che sia difficile da pronunciare. Perchè è una parola importante.
E bellissima.

Non pochi tedeschi ti presentano la propria compagna come "compagna di vita" (Lebensgefahrtin) tanto perchè nessuno la scambi con una compagna di viaggio o di un poker; ma addirittura come Lebensabschnittgefahrtin, uno scoglilingua che significa "compagna di un pezzo di vita". perché quello che riserva il futuro non è dato saperlo
(Piccolo viaggio nell'anima tedesca,Vannuccini-Predazzi)

Molte grazie a chi me l'ha fatta scoprire. Mi rendo sempre più conto di quante cose non so.
E io che ho sempre pensato che il tedesco fosse una lingua poco interessante.

venerdì 15 maggio 2009

cercando di studiare

Occorre sperimentare uno scambio affettivo profondo, nutrire la speranza di contare per qualcuno per continuare a crescere.

Leggo i libri in fretta, questi libri.
Macino gli esami, le facce dei professori conosciute agli esami, i libri della biblioteca passano per le mie mani il tempo di leggerli e restituirli.
Non mi resta quasi niente.
Che caso strano, ciò che mi resta sono solo i richiami a cose studiate nella vecchia laurea.
Quando torna il nome di Bion, o Watzlawick, mi risveglio.
Di tre libri, fin'ora, una frase.

venerdì 24 aprile 2009

mucho mojo...

- Quel palo con le bottiglie. Che cazzo è? Roba decorativa?
- E’ una di quelle stronzate mojo. Ti protegge dagli spiriti malvagi. Dice che gli spiriti entrano nelle bottiglie e ci restano intrappolati. O forse entrano e vengono sputati fuori trasformati in una roba innocua. Non so di preciso. Ricordo di averli visti qualche volta da bambino.

J. Lansdale _ Mucho mojo

Credo che presto me ne costruirò uno.


sabato 14 febbraio 2009

Leggendo di Dracula

Ho imparato, con mio rammarico, che nulla di ciò che faccio può durare. Perderò anche lei, e scegliere se perderla rapidamente o un poco alla volta nei decenni è la mia dannazione, ma è inevitabile che prima o poi ella sfuggirà alla mia presa.
da: Riti del drago.

niente da aggiungere, Conte.

domenica 8 febbraio 2009

sostenendo(mi al nulla)

...sentì invece una grande nostalgia, di cosa non saprebbe dirlo, ma era una grande nostalgia di una vita passata e di una vita futura, sostiene Pereira.


Perchè adesso, ora, sì, mi sento così.
Una grande nostalgia. O forse no, non so.
Una mancanza.
O forse un vuoto, come quando sul cuscino rimane l'impronta della testa e tu sei già in piedi da ore.
Nostalgia di un passato e di un futuro.
Che poi...ci fosse qualcosa di più inutile, no?
eppure viene, da pensare al passato remoto recente vicino lontano.
E al futuro, immaginato sperato sognato invocato.
E poi sgualcito. Dal suo stesso passato.

lunedì 5 gennaio 2009

Borges

..Yo que me figuraba el paraíso
bajo la especie de una biblioteca.

Stasera dovrei fare la brava, fare il mio dovere (la voce del buon vecchio Emmanuel K., il dovere per il dovere e così via).
Stasera dovrei scrivere, o almeno provarci.
Scrivere di infanzia, e di letteratura, e dei legami tra.
Ma cosa devo farci, se in testa non ho altro che le parole di Borges, stasera?
Dovrò, questo è certo, trovare il modo di infilarle nel discorso.
Ognuno ha i suoi demoni, schizzinose gentildonne della giuria.

giovedì 25 dicembre 2008

citazionismo. Ovvero: a natale la mente vaga, ma mai a caso (e mi si perdoni se, forse, qualche parola è inesatta)

Che dire di meglio, per descrivere questa giornata.
Qualcuno ebbe a dire, parlando d'altro, che " fumò via senza festeggiamenti e nessuno gli ebbe offerto neppure un cinzano."
Esattamente.
Fuma via senza festeggiamenti, e nessuno mi ebbe offerto neppure un cinzano.
Tanto, a me, il cinzano non piace. ecco.
E anch'io, ora, qui, riavvio i capelli, effusi dalla fronte senza carezze come quelli di Re Lear.

Vagava, nella casa, come cercando il sentiero misterioso che l’avrebbe condotta ad incontrare qualcuno: o forse una solitudine soltanto, priva d’ogni pietà e d’ogni imagine.
(Carlo Emilio G., 1963)

sabato 20 dicembre 2008

Sarah Kane. Da "Febbre"

Un monologo stupendo. Da leggere tutto d'un fiato. Anche da sola, tra me e me. a voce bassa.

"E voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti la mano e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy e parlare della giornata e battere a macchina le tue lettere e portare le tue scatole e ridere della tua paranoia e darti nastri che non ascolti e guardare film bellissimi e guardare film orribili e lamentarmi della radio e fotografarti mentre dormi e svegliarmi per portarti caffè brioches e ciambella e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare tutte le sigarette e non trovare mai un fiammifero e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima e portarti a far vedere l’occhio e non ridere delle tue barzellette e desiderarti di mattina ma lasciarti dormire ancora un po’ e baciarti la schiena e carezzarti la pelle e dirti quanto amo i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuocollo i tuoi seni il tuo culo il tuo

e sedermi a fumare sulle scale finché il tuo vicino non torna a casa e sedermi a fumare sulle scale finché tu non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell’orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e la’ltro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e aver voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te e sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perché credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia e raccontarti dell’angelo dell’albero il bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo e scrivere poesie per te e chiedermi perché non mi credi e provare un sentimento così profondo da non trovare le parole per esprimerlo e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perché riceverebbe più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando te ne vai e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perché anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente sin dalla prima volta che te l’ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me e cercare di darti il meglio perché è questo che meriti e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo e cercare di essere onesto perché so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di esserti vicino perché è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancora peggiore e far l’amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell’assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per te."

e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita

e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita

e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita


Fu qualche anno fa, la prima volta che questa frase strisciò dentro di me.
E da allora, da allora, non riesco a dimenticarla. Dolorosamente mia.

venerdì 28 novembre 2008

voglio il Nobel per Lansdale!!!!!!!!!!!

"Il messaggio del libro era che perchè tutto andasse nel migliore dei modi bastava soltanto credere nell'amore, e l'amore avrebbe riempito l'aria.
l'inquinamento riempie l'aria, tesoro, che noi ci crediamo o no. Per credere nell'amore ci vuole uno sforzo maggiore. E a differenza dell'inquinamento, l'amore a volte scompare."

Rumble tumble

E poi qualcuno osi dirmi che non è un genio. i suoi libri, inutile dirlo, mi danno dipendenza.

venerdì 7 novembre 2008

Magick

Fino ad oggi, nessuna religione si è estinta per non avere promesso abbastanza; il crollo attuale di tutte le religioni è dovuto al fatto che la gente ha chiesto di controllare le garanzie

Aleister Crowley.

Mi inchino. Grandioso. Davvero.


p.s. e da uno che si firma Aleister non mi aspettavo nulla di meno.