martedì 17 settembre 2013
Ritenta
D.F.W.
E' bene sfogarsi. Con se stessi, quantomeno. Un buco nero può mangiare se stesso?
Non ne ho la più pallida idea.
Ma voglio supporre di no.
Quindi, anche se vomito qui, nel mestessaspaziovirtuale, un bel po' di putredine, questo non può peggiorare il peso specifico di me stessa.
Sicuramente, quando penso di esser cresciuta, poi mi accorgo che come diagnosta sono veramente vergognosa, prendo granchi come se piovesse.
Ho 10 in teoria in un sacco di cose, ma poi nella pratica scivolo con una goffaggine quasi grottesca. E così innesco il mio stesso loop di cogliona cogliona cogliona sei scivolata cogliona cogliona cogliona, ora è peggio cogliona cogliona cogliona.
Come quegli autistici che iniziano a colpirsi in testa da soli ed è dura farli smettere.
A volte penso di esser molto più forte e tosta, mi bullo con me stessa mi sa.
Ma sono sicura di avere un 10 in teoria, su un po' di cose.
Ora devo assolutamente arrivare al 6 nella pratica.
Studiare...basta studiare, potrei scrivere manuali, fumetti e serie tv su alcuni argomenti, e poi non so cavarci i piedi.
Medice cura te ipsum, ahahah che ridere, mi piacerebbe che un po' di medici dovessero proprio curarsi per un paio di cosine, ah che sballo sballoso no che sarebbe?
Ma no, questo non si fa.
Ricominciamo dalla teoria. Ripasso veloce. Schema per punti.
Yeah. So tutto. 'na macchina da guera.
Ora passiamo alla pratica.
Ehm.
Sì.
Ecco.
Ehm.
Ok, ci riprovo!
martedì 30 aprile 2013
27,5
Ci sono cose di cui non ho esperienza.
Non mi sono mai fatta una canna.
non ho mai guidato una moto.
Non ho neanche mai assaggiato una qualsiasi ricetta contenente trippa.
Cazzo, ci sono tante cose di cui non ho esperienza, perchè proprio questa doveva capitarmi?
Perchè?
Lo so, non c'è una risposta.
Lo so, capita a un casino di gente.
Ma non aiuta, saperlo.
Non aiuta perchè non puoi parlarne con nessuno, non aiuta perchè neanche la persona che più di tutte dovrebbe capire...non capisce.
E' un dolore talmente grande...
Forse il dolore più grande è la consapevolezza del momento in cui tutto è cambiato.
Ora che l'ho provato, ora che so com'è, come potrà la mia vita tornare quella di prima?
D'ora in poi io SAPRO' SEMPRE com'è, se dovesse ricapitare lo saprò, non potrò nascondermi dietro nulla e dovrò rivivere tutto questo perchè saprò.
E so che sarò sempre sola, in questo, perchè nessun altro saprà, perchè nessun altro potrà capire, perchè non sentirà e non vedrà nulla.
Odio tutto questo.
vorrei solo, allora, che non fosse accaduto nulla dall'inizio, che non ci fosse stato neanche quel 27,5, che non ci fosse stato nulla se non la solita conclusione.
Mi fa schifo tutto, al momento.
Sto facendo del mio meglio, per fare la parte di quella che reagisce.
Mi sono lavata i capelli, mi sono cambiata da capo a piedi (ho sostituito una orribile tuta con una solo un po' meno orribile), mi sono profumata.
ho anche rassettato un po' casa, solo per far finta che in fondo non è successo niente di grave e che io sono una donna matura, che supera le difficoltà e soprattutto che non le fa pesare sugli altri.
Già. Ora so di vaniglia e olio per capelli, sono linda e pulita e dentro ho solo una voragine di urla e lacrime che vorrebbero uscire e distruggere tutto intorno.
Vorrei solo dimenticare. Dimenticare. Dimenticare.
Ma so che non lo farò.
So che d'ora in poi lo saprò. So che è solo l'inizio di un altro calvario.
domenica 21 aprile 2013
Poi appassisco.
mi sa che non sono proprio in grado di andare oltre il fissare il mio ombelico scrivendo paginette insulse.
E' un po' una delusione, anche se non mai pensato di essere Tolstoj, peccato che non io non sia neanche Lydia Davis, volendo tornare al genere "femminile senza avvenimenti".
Mi sa che sono e resto un'imbrattacarte senza speranza, e senza soluzione di continuità.
Cosa farne, di questi piccoli cosini scritti e mai sistemati?
Di un paio di loro sono persino arrivata ad essere contenta, per un attimo, a dire "ecco guarda qua, l'ho finito", per poi scontrarmi con la realtà: non è un racconto, questo al massimo è la bozza di un inizio di racconto.
Capperi. Credevo meglio.
Probabilmente prima o poi la smetto, di provare a scrivere, e mi dedico finalmente a cose più intelligenti...anche se ancora non so quali: le pulizie le ho fatte, la cena per la sera ce l'ho in mente, a lavorare mi impegno...non ho altro, al momento, che mi faccia pensare "sìììì, ora mi butto in questa cosa".
E dire che vorrei eh? Non si pensi che non vorrei avere, per esempio, UN preciso e determinato impegno costante, giornaliero, perenne. Ma quello non c'è.
E non posso farci molto, al momento.
Sto facendo del mio meglio, e il mio meglio non basta.
Almeno quando scrivo non ci penso. O se ci penso, faccio finta di non accorgemene.
Mi sa che è per questo che continuo a pensare ad abbozzi di racconti.
Mi sa che finchè non cambia LA cosa, continuerò a fingere di voler provare a scrivere davvero.
domenica 31 marzo 2013
Come gli assassini
delitto incompiuto, visto che qui ci sono solo parole e pensieri ed emozioni. Ombre di fatti accaduti o non accaduti ma solo immaginati.
Torno spesso qui, anche se scrivo poco.
A volte vado a rileggere certe cose precise, vado a cercarle per ritrovare i pensieri di allora, o per capirli.
I tempi cambiano, io cambio, eppure mi riconosco ancora in quello che ho scritto anni fa.
Non in tutto, magari. a volte mi guardo persino con indulgenza, a volte penso che vorrei potermi incontrare com'ero allora, abbracciarmi e dirmi "non sarà così per sempre, passerà".
Perchè certe cose sono passate.
Certe persone, sono passate. Sono passato.
Sono andate via e non ci sono più nemmeno le loro tracce, cancellate dal tempo e dalle pulizie di casa.
Pochi mesi fa si è sbriciolata una piccola saliera a forma di mulino olandese.
Orrendo souvenir, non c'è che dire, ma a modo mio ero affezionata al regalo (eh, sì, mica mi compro saliere-mulino, io).
Regalo di un uomo che è scomparso, per quanto non troppo difficile da rintracciare, se proprio volessi.
Poi c'è un libro nella libreria, quello rimane lì, e chi l'ha regalato è scomparso anche lui, e sarebbe credo più difficile trovarlo anche se, volendo, probabilmente non sarebbe del tutto impossibile conoscendone nome, cognome, età, e sapendone riconoscere l'indirizzo trovandolo scritto.
In realtà nella libreria i libri sono più d'uno.
Sono una lettrice, da sempre. E prima o poi gli uomini passati dalla mia vita hanno lasciato un libro. Che originali. Quasi quasi apprezzo quello del mulino-saliera.
Non che io non ami i libri. Ma i libri...sono una cosa seria. Come si fa a regalarli così? Alcuni persino con la dedica, come se fosse davvero un regalo personale.
Bah.
Comunque sia...i libri restano, le persone passano. Passo di qui e ritrovo tutto, ritrovo gli uomini, ritrovo i dolori, ritrovo la mia famiglia i miei insuccessi le mie speranze.
E' strano a volte. Eppure torno. Torno per capire, o per rassicurarmi che ora non è più così, o anche per scoprire che alcune cose sono ancora tali e quali.
In ogni caso, persino i serial killer hanno i loro trofei. Io ho un blog.
mercoledì 16 gennaio 2013
interrogativi
Sei cambiata così tanto?
Sono cambiati loro?
Oppure...entrambi vi state rivelando per quel che siete davvero, dopo tanti anni?
Non sono sicura di voler affrontare questa cosa.
Non ora.
sabato 25 agosto 2012
In attesa dell'autunno
Sono tornate, con una faccia diversa, ma la sensazione è la stessa.
Io sono diversa però.
E' tutto diverso.
Cito ancora una volta la Winterson. Che in questo brano tocca il punto più alto della sua non eccelsa scrittura.
I grappoli si sono appassiti sulle viti. Ciò che dovrebbe essere turgido e sodo, resistente al tatto per aprirsi in bocca, è spugnoso e piagato. Quest'anno non avrò il piacere di rigirare gli acini bluastri fra indice e pollice e di impregnarmi di muschio il palmo della mano. Perfino le vespe sdegnano quelle esili gocce marroni. Perfino le vespe, quest'anno. Non è stato sempre così."
L'estate è stata arida, da molti punti di vista.
Ma dicono che presto pioverà.
Speriamo in questo autunno piovoso.
Niente, come la pioggia, sarà di buon auspicio.
domenica 27 maggio 2012
Io sono atea. Ma le orecchie le ho lo stesso.
Mi ricorda quando da piccola leggevo le fiabe con mia madre. Non pensavo davvero che esistessero, ma era bello per qualche minuto immergersi in quel mondo.
A volte ho bisogno di pensare, per qualche minuto, che certe persone abbiano avuto ragione, e che per loro ci sia il paradiso che meritavano.
lunedì 26 marzo 2012
Senso di colpa
Ho sviuppato una specie di abitudine a sentire il vago fastidio al petto, la sensazione di dolore e di tristezza, quella specie di bruciore in cui penso "Dove ho fatto male? Dove ho sbagliato? Dove dovevo agire diversamente? In cosa consiste (questa volta) la mia colpa?".
Questo non aiuta, perchè l'abitudine non è positiva. Perchè poi non più capire se è uno dei miei tanti viaggi mentali in cui mi auto eleggo centro del mondo: tutto è colpa mia, tutto c'entra con me, tutto poteva andare diversamente se io avessi fatto x e non y, oppure se invece è veramente così, se veramente io ho avuto un ruolo importante nella faccenda.
Ci stavo pensando ora. Ci sono persone con cui mi capita più spesso che con altre, tu sei decisamente una di queste, e non ho ancora capito come mai.
Mi incolpo più o meno sempre, in qualche modo. Forse perchè dentro di me so che non mi sono comportata nel modo giusto? O no? Che ne so...non riesco più ad essere obiettiva, e non riesco neanche ad affrontare la cosa una volta per tutte e dire "parliamone, così magari ci caviamo i piedi da sta cosa che ciclicamente si ripresenta".
Sarà che con te non è facile parlare. Almeno non di queste cose. o non è facile per me? Ah, ancora dubbi, domande, dubbi.
Che caos.
sabato 10 marzo 2012
E così ci siamo.
Facendo un calcolo quasi preciso...direi 20 ore, minuto più minuto meno.
Sei mesi fa spingevo per la prima volta la porta di quel negozio.
La settimana scorsa l'ho spinta per l'ultima.
E' tutto pronto, o quasi.
Io sono pronta, o quasi.
Ci siamo.
Se mi fermo e ci penso bene provo una sensazione strana: da un certo punto di vista mi sembra una cosa incredibile, da un altro mi dico "..in fondo che cosa cambierà?".
Non lo so. Ma ho la sensazione che cambierà.
giovedì 28 luglio 2011
telefono
Distrattamente il detto padre afferrava il gilet e lo buttava di lato, per liberare la sedia.
Rumorosamente cadeva il cellulare per terra, smembrandosi in svariati pezzi.
Pazientemente raccoglievo i pezzi, mentre il padre tra sè e sè sacramentava.
Oziosamente riflettevo sul fatto che imperterrito funzionava ancora, il cellulare contuso, dimostrando una testardaggine quasi commovente, se paragonata alla caducità di molte altre cose.
mercoledì 13 luglio 2011
domenica 15 maggio 2011
giuridicamente parlando
Valutazione delle prove
Quando una prova viene ottenuta illegalmente da una parte, esistono limitazioni all'ammissibilità di tale prova?
Sì. Se il comparente fornisce, per comprovare le proprie affermazioni, una prova che egli abbia ottenuto o si sia procurato venendo meno alle disposizioni di legge o se l'acquisizione della prova ha portato a violare i diritti di un'altra persona, fisica o giuridica, il tribunale giudicherà tale prova inammissibile. Una prova inammissibile è per esempio un'intercettazione telefonica effettuata all'insaputa delle persone interessate (cosa vietata dalla legge sulle telecomunicazioni).
Non sarei mai stata brava in giurisprudenza.Perchè non sono mai capace di dimenticarle, le prove inammissibili.Anzi, proprio il fatto che lo siano me le rende indelebili in mente.Come qualcosa che ti si impianta dentro e non potrai mai espellere.
Maledizione. Merdimonio.
sabato 14 maggio 2011
Il quiz del giorno.
Qualcuno di voi sa forse rispondere a queste semplice domanda?
Dov'è che finisce la buona fede e comincia il sotterfugio?
Dov'è il giusto limite alla curiosità?
Quando è giusto fare compromessi e limitarsi, e per chi è giusto farlo?
E con che diritto si può chiedere a un'altra persona di darsi un limite, di non esplorare, solo per rispetto verso di noi?
Venghino, siore e siori, si buttino pure.
lunedì 25 aprile 2011
composizione
Se le MIE cellule epiteliali siano innocue.
Perchè ogni giorno a quanto pare se ne perdono parecchie, no? E si disperdono intorno, sugli oggetti, sulle cose, sulle persone intorno.
E se la mia pelle avesse lo stesso effetto dell'acido solforico?
Sarebbe certamente così, se attraverso l'epidermide filtrasse ciò che temo di essere dentro, in certi momenti.
Vorrei essere fatta di latte, dentro. Fresco, bianco, nutriente.
Ed è incredibile quanto a volte mi senta sbagliata, e colpevole perchè non sono come dovrei, come mi sembra siano gli altri.
Chissà se riuscirò mai a lavorarmi, impastarmi e riamalgarmi fino a diventare qualcuno di meglio.
venerdì 1 aprile 2011
the meaning of life
Inizi di marzo, fine di marzo. Inizi di aprile, metà di aprile.
poi che sarà? un calendario di crocette che rimandano ad altre crocette, ad altre date fatidiche.
Attese che diventano polvere, come un vampiro al sole.
Attese che diventano altre attese, mentre intorno passano gli autobus, i treni, le biciclette e persino qualche triciclo.
tutto si muove, mentre il calendario mi sbeffeggia.
Sono stanca.
Tutti quei responsi, alcuni decisamente (in)attesi, quelli che ancora devono giungere e quelli piombati tra capo e collo quando proprio si pensava ad altro.
E' questa la vita?
E intanto io continuo a lavorare in mille posti, a fare il bucato il sabato e la sfoglia la domenica, a fare la spesa all'ora di pranzo e ad andare a letto ripassando gli impegni del giorno dopo.
Probabilmente sto sbagliando qualcosa.
lunedì 14 marzo 2011
specchio
Quello che vedo...sono davvero io?
Come Bartebly...preferirei di no.
Non mi sento così. Non sono nemmeno sicura di poter vivere dentro questa pelle, se quello che sono è quel ritratto che mi si mette a forza sotto gli occhi.
Quelle frasi, quelle parole, quelle immagini che a quanto pare mi tratteggiano.
Ci rifletterò, anche se nutro dubbi sull'esattezza di ciò che altri esseri umani possono dirmi di me stessa.
Quantomeno, nutro dubbi sulla perfetta esattezza senza sbavature del giudizio dato da un altro essere umano.
A meno che non abbia occhi talmente oggettivi da renderlo mostruoso.
.....riflessione.....
giovedì 10 febbraio 2011
¿Es mi alma o es mi dinero?
Si de uno carezco y la otra es una anomalía en esta vida.
A volte, quando la notte non riesco a prender sonno, faccio elenchi.
Gli elenchi dei lavori che sto facendo, degli incarichi che ho ricoperto, delle vesti che indosso quotidianamente.
E' come contare le pecore, ma ha davvero effetto sonnifero.
E in più lo faccio con la segreta speranza di trovare, una sera, nel dormiveglia, la risposta alla vetusta domanda " ma io chi sono?".
Così, come se l'informazione non facesse altro che nascondersi antipaticamente dietro alle mille etichette che mi posso appiccicare addosso.
Al momento posso solo dire
...¡Y unos me llaman chaval, y otros me dicen caballero! ¡Algunos no se an querido pronunciar!
lunedì 13 dicembre 2010
pensieri oziosi
Che tutta questa roba, gli sforzi, la fatica, i pensieri, l'attenzione...finiscano in polvere.
Una paura così è inconfessabile, ad alta voce.
Anche perchè, a confessarla, ti tiri addosso la ferocia di chi "per il tuo bene" deve assolutamente trascinarti davanti allo specchio e indicarti a uno a uno i punti deboli.
E ti viene da pensare che faresti meglio a rinunciare a tutto e basta.
Nei prossimi giorni forse dovrò affrontare una situazione particolare.
Qualcosa che sarà un po' lo specchio (deformato) di quella che sarebbe stata la mia, di situazione se, a metà degli anni che ho ora, qualcuno avesse saputo cosa facevo e pensavo.
Mi domando, a tempo perso, cosa sarebbe stato di me se.
Nei film, poi, lo dicono sempre. Dicono "ah..ero così e cosà, ma un giorno quel prete/insegnante/allenatore/fornaio/idraulico/geometra si è accorto di me e mi ha aiutato a cambiare".
E se un giorno di quelli una di quelle persone lì si fosse accorta di me?
Boh.
Sarà strano, essere come a metà, vedere le cose un po' da fuori e un po' da dentro, e cercare di fare il meglio (cioè di evitare i danni più grossi).
Ma, come disse il boia di Londra...è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.
domenica 12 dicembre 2010
Pavor noctis
Che fa parte della crescita.
sicuramente è così.
Ma io è da un pezzo che non cresco più. Invecchio, a ben guardare.
ma non "cresco".
E allora perchè mi torna ancora?
perchè mi sveglio occhi sbarrati e terrore immotivato? sempre tra le 3 e le 4 del mattino, in quel maledetto buio invernale in cui l'alba è lontana almeno altre 3 ore, quando va bene.
Stanotte ho una brutta sensazione.
ho quella sensazione.
Posso tentare di addomesticarla.
Prima di tutto, camomilla.
Poi un libro che mi piaccia, magari già letto, così non ho sorprese ma solo un rassicurante ripetersi (tutto torna, no? Anche i bambini piccoli amano la rilettura, proprio per questo motivo).
Poi un fumettino leggero leggero, per stemperare ancora di più i pensieri.
Di solito tutto questo non è che conti tantissimo, ma alle volte un po' sì.
E "un po'" e "alle volte" sono già abbastanza per farmi decidere di provare, perchè non si sa mai che non sia questa la serata buona.
non fosse che domani inizia una lunga settimana, potrei stare tutta la notte al pc, scribacchiare, guardare qualche vecchio poliziesco, ascoltare podcast. In questo modo ingannerei il buio impedendogli di ghermirmi.
ma non si può.
Occorre affrontare la notte. E se stessi, dentro la notte.
giovedì 21 ottobre 2010
si preferisce. Perchè a volte, è come avere.
Wallace. Questa è l'acqua.
"...tu prendi le cose così. come se dovessero andare male. ma tu non stai morendo..."
Certo.
Ma a volte la testa non lo sa, che le cose non stanno così. E non ti fa dormire. Perchè il tempo passato a dormire è tempo senza.
...come avere sempre davanti e sotto un enorme buco nero senza fondo, un buco nero, nerissimo, con dentro qualche spunzone, magari, e tu fai parte di quel buco, e cadi anche quando rimani dove sei (...magari quando capisci che il buco sei tu e nient'altro...)
Wallace. Questa è l'acqua