martedì 30 ottobre 2007

12 ore

di lavoro "in stecca", tra scuola, scuole, colloqui, idee, presentazioni.
Questa sì che è vita.
Per fortuna è quasi Halloween e nessuno fa caso al fatto che sembro Nosferatu...o Nosfigatu?

lunedì 29 ottobre 2007

anni

"dai ma quanti anni avrai mai...22...no? 23?"
sbagliato.
"ah...dai...credevo proprio..beh, io ne compio 18 in giugno. Se ti serve un elettricista mica farti problemi eh? sto già lavorando..."

Che ridere la spavalderia un po' a casaccio, la discesa caracollante dallo scooter, e il sorriso da bambino beccato dalla maestra quando scopri che sono SUL SERIO più grande di te.

Fa sorridere. In una giornata di autunno assolato passata a lavorare e a pensare al lavoro.
E mi dici "il lunedì sera lì non ci vado..c'è gente grande...sai...26-27 anni".
Fa sorridere.

domenica 28 ottobre 2007

...domenica...

Domenica. Ora di pranzo.

Antefatto: mia madre ieri mi chiede di andare da lei oggi, per pranzo,e preparare il risotto alla zucca. ok.
Mi presento alle 12.00, il risotto si fa in un quarto d'ora circa.
Mia madre sta finendo un piatto di pasta.
Mio padre sta per attaccare col suo, di piatto.
"Ho cambiato idea, ho pensato che lo puoi fare un'altra volta".
Risultato, la sua voce che mi urla mentre me ne vado "sei scorbutica."

Domenica. Ora di pranzo.
la zucca si è cotta in 5 minuti, l'ho infarcita di pepe, curry, rosmarino, salvia e un pizzico di sale.
Mangio davanti al pc.
Finisco di vedermi Clerks, che non è male...


"Ragazzi è importante fare un lavoro che ti faccia sentire gratificato, io per esempio masturbo manualmente gli animali per l'inseminazione artificiale."

Oggi c'era il ritorno all'ora solare e io mi sono alzata alle nove. cioè alle otto. La giornata è sempre più rutilante.
Buon autunno a tutti.

sabato 27 ottobre 2007

ho.

Ho una scorta di libri per qualche settimana, nella tana.
Ho trovato un cappottino carino a prezzo decente ( viva la Spagna).
Ho bevuto una tisanina piccante con restrogusti speziati.
Ho guardato occhi che mi fanno pensare al re degli gnomi della Carter.
Ho camminato per strade miracolosamente poco trafficate di sabato sera.
Ho detto un sacco di cose che pensavo e ne ho taciuta qualcuna.
Ho viaggiato in treno con un cane seduto nel sedile di fronte, che si è allungato dolcemente per darmi una lunga leccata sul naso.
E' stato un buon sabato.

cuore

Clov: Ti sei visto il cuore.
Hamm: No, era una cosa viva

Mi era rimasto impresso questo quella sera al teatro all'aperto.

E tu che mi dici "ma come fai? Non ti si spacca il cuore dentro? Come fai???"
E ancora " io non potrei farlo. Penso che starei troppo male, non ti senti male? Sei un animale? O un automa?"
E a volte "Però sei brava, non so come fai. "

Dopo B. mi torna in mente H.

Non è un cuore, perdio, è un sandalo di pelle di bufalo
che cammina, incessantemente, cammina
senza lacerarsi
va avanti
su sentieri pietrosi.

Appoggiami per favore una mano qui sul petto, vorrei dirti.
Lo senti che batte. Lo so, potrebbe essere un orologio, una sveglia, qualcosa che ticchetta per trarti in inganno.
Però batte. Non è già un inizio?
E comunque. ti sbagli.


giovedì 25 ottobre 2007

sabato

E' passato poco più di un mese dall'ultima volta.
Direi che è anche troppo.
Bologna mi manca.
ho bisogno di vagare. Di fiutare i libri, di sfogliarli, di perdermici dentro.
Ho bisogno di vagare su e giù ricordando quando mi accompagnava mamma, che mi sembrava sempre di stare "rubando" tempo allo studio, quei sabati pomeriggio. In qualche modo la sensazione è la stessa, ancora. ci penso e mi dico "sì sì sabato che non lavoro ci vado, e basta!!!".
E sotto sotto una vocina mi ricorda che dovrei fare altre cose, studiare, lavorare, preparare, etc. etc.
Ma io ho voglia di Sala Borsa, ho voglia di Feltrinelli, ho voglia di Montagnola.
Sì. Questo regalo me lo faccio.
Poi come al solito finirò per non comprare nulla o quasi.
Ma ho bisogno di quell'aria.
Dopotutto l'ultima volta era il 22 settembre. Mica ieri.

mercoledì 24 ottobre 2007

niente come si deve

"Forse sono venuto nel modo sbagliato. Scusami, vorrei averlo fatto nel modo giusto, era l'unica cosa che potevo offrirti, ma io non so far niente come si deve...Allora non dovrei fare niente?"

Questa frase mi è rimasta dentro.
E' una domanda difficile.
Anche io non so mai fare le cose come si deve. Soprattutto quando ci tengo. Le faccio nel modo sbagliato, o comunque non come andrebbero fatte.
E allora mi dico...non dovrei fare niente?
Non lo so.
forse, visto che questo è il mio meglio, forse sì. Niente sarebbe più sensato?

"Le manca?" chiese Omar.
"Che domanda brutale! Sei proprio un biografo!".
"Scusi".
"Certo che mi manca. ma è meglio così. Non è quello se dice sempre: è meglio così? Intendendo: è un dolore insopportabile ma cercherò di sopravvivere."

martedì 23 ottobre 2007

che bello...i Sex Pistols

I am an antichrist
I am an anarchist...


http://it.youtube.com/watch?v=ICXdQR1VVhw
Mi è sempre piaciuto l'inizio della canzone. Mi piace tanto che lo riascolto in loop.
E mi piace questo modo un po' sguaiato...già.
Mi piace. Tanto da urlare in macchina, volume al massimo, ferma al semaforo.
Dopo 10 ore non stop, ci voleva proprio.

lunedì 22 ottobre 2007

sì. io.

E mi giro tra le mani questi brandelli di vita.

"spe ma il tuo modo di vivere non puoi considerarlo umano".

Se giro lo sguardo intorno.Sulla scrivania il telefono, i libri della biblioteca, le penne, la tazza ex piena di camomilla, il vasetto di yogurt ormai vuoto anche lui, la collanina viola, i guanti.
Ernesto sorride dai muri, dalla porta.
Effettivamente è un po' incasinato il tutto. Però mi sembra umano dai.

Ma non era a questo che ti riferivi, lo so.
Lo so cosa volevi dire.
A volte ti dò quasi ragione, e allora mi chiedo.

Cosa c'è, di buono, in questa vita? cosa sto difendendo?
Me stessa.
Alla fine la risposta è solo questa.
Ma il resto? Il resto niente, il resto è abbastanza marcio direi.
si si.
Me stessa.
Non è per dire che " a me va bene così", perchè non sarebbe nemmeno vero.
Solo che Leibniz avrebbe detto che questo è il migliore dei modi possibili.

Sì.

Perchè non è che sia il modo migliore, e magari non è neanche buono, misurato in modo oggettivo.
ma per me è il migliore dei modi possibili.
Anche se spesso mi sembra tutto così vuoto.
E non è questione di come vivo. Quello pesa, sì, ma non è che sia terribile.
Non sento tante mancanze, fuori.

Sono quelle dentro, quelle che rendono tutto non umano. Su questo assolutamente hai ragione.
non è umano, e non è neanche animale.
Anzi...mettiamola così. E' sicuramente più umano, che animale, questo senso di freddo nonostante il lenzuolo di flanella.
Ciò non toglie a me il senso di responsabilità.
per questo e per il resto.
Questione di scelte, forse.
Per vivere, vivo in modo non umano.
ma per ora non conosco modo migliore.

Ci penso un po', mentre ancora giro tra le dita e cerco il senso.
Devo ancora trovarlo.
Ma quello di solito arriva alla fine.
Quando comunque non serve più a niente

domenica 21 ottobre 2007

perchè è importante

Non lo so, se è una risalita o solo una finta.
Se è una pausa prima del nuovo crollo o se è l'inizio di una resurrezione.
Non lo so.
So solo che dopo l'ultimo mese passato ad essere il peggio di me stessa, passato a soffrire del nero più nero fino a pensare davvero di smetterla, dopo un mese terribile di notti quasi in bianco e occhi rossi e mani a frantumarsi cercando una via d'uscita da vicoli ciechi, negli ultimi due - tre giorni, sto riacquistando un po' di energia.
Non sento speranze, ma voglia di provare.
Di riprovare, di rimettermi in circolo per vedere di sopravvivere un po' meglio, di tentare un po' di strade per migliorare questo schifo di precarietà totale, per esempio.
Ho di nuovo voglia di provarci, col lavoro.
Non so davvero per quanto durerà, ma per adesso ne sono uscita.
Da tempo non stavo così male, così intensamente male.
Eppure sono qui.
Più sola di prima (mea culpa mea culpa mea stronzissima culpa), perchè non ho saputo nemmeno chiedere aiuto, perchè non ho saputo dirlo, e ora...ma paradossalmente, per quanto più sola, mi sento meno freddo. In questo momento...vedo lo schifo che ho intorno e in cui sono immersa, e non ho, sinceramente, idea di come cambiare qualcosa.
Ma almeno ho voglia di provarci, provare a trovare piccole soluzioni non mi fa più scoppiare di angoscia. Sento che posso riprovare, si riparte con le porte sbattute in faccia e le legnate nei denti, ma si riparte.
Esco da questa vergine di Norimberga in cui mi sono (trovata) rinchiusa e ho voglia di riprovare.
Non ho nessuno a cui dirlo, se non a me stessa. Ma è importante.
da fuori non si vede nulla, le occhiaie sono le stesse, lo sguardo anche dicono.
Sciupata, stanca, sì sì.
Ma io mi sento, mi conosco. Qualcosa si è mosso, nella melma. Sto vivendo di nuovo.
Fino a quando? Cercherò di farlo durare, e di alimentare questa fiammella oscillante.

intorno a mezzogiorno

Grandine. Poi pioggia. poi mescolanza delle due.
Nonostante il tergicristallo viaggi schizofrenicamente su e giù, la strada si vede liquida e sbavata, oltre il vetro.
Non è male lavorare lì la domenica mattina, in fondo non avrei niente da fare in casa ( o meglio niente di piacevole), ma non oggi con questo tempo schifoso che mi fa sembrare lunghissimi questi pochi kilometri.
Il problema è che oggi sono anche distratta. Anzi, concentrata. Ma su altro dal guidare.
Ripenso a ieri sera. Dopo tanti discorsi, quando è stato il momento non mi hai chiesto perchè me ne stavo già andando.
Probabilmente credi di sapere la risposta, ma avresti potuto lo stesso domandare.
E non dirmi che quando ho bisogno devo chiamarti, per favore.
Mi conosci da 5 lustri ormai, sai come sono.
Comunque...non so. Anche questo passerà e farò i passi di danza giusti perchè non ti pesi.
Mi fa bene pensarci, sistemare, elaborare...ma mi fa male farlo al volante, oggi che il cielo si rovescia così abbondante sulla strada.
Se la macchina non fosse così malmessa poi, non si spegnerebbe all'improvviso appena va al minimo.
Ne consegue che il volante gira poco, è duro come un sasso e da brava me ne accorgo un secondo troppo tardi.
Ne consegue la botta.
Cazzo.
C'è da dire che un paio di metri più in là sarebbe stato peggio.
Però. Quanto è labile tutto quanto.
Pioggia. La grandine ha ceduto il passo, per ora.
Voglia di prendere a calci qualcosa. Me stessa sarebbe l'opzione più onesta.
Buona domenica.

venerdì 19 ottobre 2007

Quadri. Mica il primo coglione

"...perchè le vite sono come i quadri, avremo sempre bisogno di guardarle facendo quattro passi indietro, anche se un giorno siamo arrivati a sfiorarne la pelle, a sentirne l'odore, a provarne il gusto."

A me sembra bellissima, questa frase. Questa immagine.
Che poi, l'ha scritta Saramago.
Mica il primo coglione che passa, effettivamente.

Di se stessi.

Altrimenti è la fine.
E visto che non c'è nessuno qui oltre a me...ora esco e vado a lavoro di nuovo, così la parte di me rimasta a casa potrà ridere in santa pace.
Anzi, lascio qui in casa tutto questo maleodorante malloppo di dolore e caos, ed esco io. E rido io.

Rideremo di tutto questo

E rideremo di tutto questo...
Della tua disperazione e delle tue lacrime noi rideremo.
Di come ora ti abbandoni sulla mia spalla e piangi,
dei tuoi "Qualcuno può aiutarmi?",
noi rideremo! Sì! rideremo insieme di tutto questo,
di come ora ti mordi le labbra e invochi la morte,
di come le tue mani tremano quando dici:
"Non ce la faccio ad andare avanti"...
Rideremo della tua fragilità e
dei tuoi nervi di carta, dei tuoi sogni infranti...
di una "gioventù sprecata"
e di una "vecchiaia" precoce
ma immatura.
Dei tuoi capelli strappati,
di questi occhi accecati dalle lacrime quando parli di lei,
fuggita via colla tua macchina,
incinta dell'uomo che ti ha svaligiato la casa.
Rideremo di tutto:
delle cambiali e del libro nero,
del licenziamento e dell'avviso di garanzia.
Credimi, amico mio, noi ce ne ricorderemo insieme...
ci ricorderemo di tutto questo e ne rideremo!
Ma non ora.
Perché questo è il momento di uscirne fuori
e andare ad affrontare il futuro.
Perché ora, finché non te ne vai...
io e lui non possiamo ridere.

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giovedì 18 ottobre 2007

Merdimonio ( leggere a stomaco vuoto)

" e di che ti preoccupi. lavori di merda come questo, appunto, ne trovi altri".
Sì. L'sms mi ha fatto anche sorridere.
Dopotutto oggi non ho pranzato per via del fatto che ho rimesso anche i tacchi delle scarpe, dopo che la diarrea di F. ha invaso tutto il suo vestiario, il pavimento del bagno, il wc e le cose lì intorno.
Yes. Call me Cinderella...è stato davvero un bel momento..una bella oretta a strofinare pulire asciugare lavare cambiare rivestire.
E poi mi sento dire "sai che forse ti salta il contratto a natale?"
Cos'è il tema del giorno? Le feci come metafora e realtà del quotidiano???
Ma cazzo.

martedì 16 ottobre 2007

Mentre andavo al lavoro

torna una vecchia canzone.
Adatta.
perchè un giorno capirò alcune cose. E perchè un giorno da questo letame...chissà che non nascano le viole.
Anche se di concime ne ho già abbastanza davvero. Si potrebbe anche smetterla
, di tirarmene addosso palate.

per fortuna c'è il mare con le sue leggende
la certezza che
il nostro cuore non si arrende
e ce la farà a ritrovare il posto delle viole
dimenticando chi c'ha fatto male

Que viva la Mannoia di tanti anni fa...