Oggi ho deciso di attentare alla mia salute.
Non che insalata + fagioli messicani e un paio di wurstel alla piastra siano là cosa peggiore che potessi ingurgitare.
Ma come dice l'amato Woody:
- Why can't we have frankfurters?
- Because this is a Russian tearoom.
I mean, you wanna have a blintz or
something. Frankfurter gives you cancer.
In effettti, non li mangio quasi mai, anche mamma mi ha sempre detto che sono cancerogeni, e comunque sia di solito mi fanno schifo.
Che mi prende, oggi?
Probabilmente un po' di stizza verso me stessa, dopotutto è il mio stomaco quello che ora mi farà vedere i sorci verdi per digerire questa schifezzuola oblunga.
Forse dipende dal nervosismo di questi giorni. Sto giocando al gatto e al topo con me stessa per capire quando raggiungerò il limite e mi troverò a stringere quella maledetta ceramica, le dita bianche per lo sforzo, occhi negli occhi con me stessa.
Bah.
Se vogliamo fare un bilancio, ho lavorato, ho fatto finta di studiare un po', ho preso a botte il sacco.
Una giornata produttiva, a suo modo.
Eppure non riesco a liberarmi di stamattina, certe volte il lavoro ti rimane addosso per quante docce tu voglia farti.
Ultimamente si accumulano troppi boli altrui non digeriti, nella mia vita, e questo inficia la mia capacità di recuperare energie.
Ho bisogno di una pausa. Non dal lavoro, da tutto il resto. In effetti, sono le altre facce della mia vita, a non essere molto a fuoco, al momento.
Scrivere aiuta, una parte di ciò che mi fa male suppura via in questo modo.
Appena il maledetto frankfurter avrà finito di ballare la conga nelle mie viscere tirerò qualche altro colpo, altra terapia d'urto (in tutti i sensi, oh yeah).
Ci vorrebbe qualcosa che non agisse solo sull'emergenza. Un cartello. da tenere in tasca.
"the doctor is OUT". Ripassate più tardi. Prendete appuntamento cazzo.
E soprattutto, legame di sangue non significa "terapia gratis".
Ecco. "The doctor is OUT." e di fianco "NO RELATIVES. THANKS"
sabato 13 giugno 2009
domenica 7 giugno 2009
30
E' un inizio di giugno piovoso, ventoso. Variabile.Per ora non si vede ancora il sole, anche se deve essere da qualche parte dietro le nuvole, presumibilmente sulla destra rispetto alla finestra.
Una mattina grigia, potrebbe essere autunno, per i colori.
Chissà se la giornata virerà al bello.
non che mi importi più di tanto.
L'ultimo compleanno piacevole è stato quello del 2005, per cui non mi aspetto una giornata mirabolante.
Se penso a 10 anni fa, o a 5.
Decadi, cicli che si compivano.
Questo era il prossimo.
Temuto, preso in giro, immaginato, allontanato dalla mente.
Sono dove volevo essere? Sono chi volevo essere? Faccio ciò che ho sempre pensato di voler fare?
Non siamo categorici, la risposta giusta è IN PARTE.
Sono in una casa mia, ho pochi rimorsi, e almeno uno dei miei lavori, è quello che volevo.
Non ci sono cani o bambini scorazzanti, non c'è l'impronta di un altro corpo nel letto, non c'è la serenità di sapere che avrò anche il prossimo mese i soldi per pagare il mutuo.
Che razza di bilancio fare?
Forse è meglio tacere, fare finta di nulla.
Tanto lo so praticamente solo io, di oggi.
Se non mi faccio domande da sola, non verrà in mente a nessun altro.
Auguri.
venerdì 29 maggio 2009
contrasti
Adoro partire, viaggiare, prendere su lo zainetto, farcito di sacco a pelo e poco altro.
Adoro conoscere, ascoltare lingue diverse, gironzolare sconosciuta tra la gente.
E allora perchè ogni volta, dopo aver fatto click su "ok" e aver stampato la prenotazione del mio volo economico, sento una strana fitta qui?
Forse sono solo un po' codarda, zompettare qua e là da sola mi fa paura?
O forse è che partire è un po' morire, e a me gli aerei danno sempre un vago senso di ansia?
O forse è che ogni volta che sto per partire..ogni volta..conosco qualcuno che magari sembra interessante.
E poi io vado via per la mia mini vacanza, torno e tutto è andato a ramengo.
Come disse saggiamente un amico, se uno non sa aspettare che tu torni da 5 giorni di ferie, non vale nemmeno la pena, ma mi fa un po' triste lo stesso.
Eppure, ci dev'essere qualcos'altro sotto, a questa malinconia ogni volta che decido di andare.
Di partire per qualche giorno, via dall'Italia.
In realtà viaggiare da sola mi piace, me la sono sempre cavata con l'inglese anche se ho sempre paura di non capire. E poi non ho neanche nulla a trattenermi qui, lavoro a parte.
E allora, cosa diavolo mi succede? vorrei estirpare questo senso di tristezza che mi porto dentro.
Mi ricordo che da bambina mi prendeva all'improvviso, magari a metà di qualcosa che desideravo da tanto, una gita, un'uscita, qualcosa del genere.
Probabilmente ho qualche difetto di fabbrica.
Comunque sia, grazie a ryanair, infesterò i cieli d'europa anche questa volta.
Adoro conoscere, ascoltare lingue diverse, gironzolare sconosciuta tra la gente.
E allora perchè ogni volta, dopo aver fatto click su "ok" e aver stampato la prenotazione del mio volo economico, sento una strana fitta qui?
Forse sono solo un po' codarda, zompettare qua e là da sola mi fa paura?
O forse è che partire è un po' morire, e a me gli aerei danno sempre un vago senso di ansia?
O forse è che ogni volta che sto per partire..ogni volta..conosco qualcuno che magari sembra interessante.
E poi io vado via per la mia mini vacanza, torno e tutto è andato a ramengo.
Come disse saggiamente un amico, se uno non sa aspettare che tu torni da 5 giorni di ferie, non vale nemmeno la pena, ma mi fa un po' triste lo stesso.
Eppure, ci dev'essere qualcos'altro sotto, a questa malinconia ogni volta che decido di andare.
Di partire per qualche giorno, via dall'Italia.
In realtà viaggiare da sola mi piace, me la sono sempre cavata con l'inglese anche se ho sempre paura di non capire. E poi non ho neanche nulla a trattenermi qui, lavoro a parte.
E allora, cosa diavolo mi succede? vorrei estirpare questo senso di tristezza che mi porto dentro.
Mi ricordo che da bambina mi prendeva all'improvviso, magari a metà di qualcosa che desideravo da tanto, una gita, un'uscita, qualcosa del genere.
Probabilmente ho qualche difetto di fabbrica.
Comunque sia, grazie a ryanair, infesterò i cieli d'europa anche questa volta.
venerdì 15 maggio 2009
cercando di studiare
Occorre sperimentare uno scambio affettivo profondo, nutrire la speranza di contare per qualcuno per continuare a crescere.
Leggo i libri in fretta, questi libri.Macino gli esami, le facce dei professori conosciute agli esami, i libri della biblioteca passano per le mie mani il tempo di leggerli e restituirli.
Non mi resta quasi niente.
Che caso strano, ciò che mi resta sono solo i richiami a cose studiate nella vecchia laurea.
Quando torna il nome di Bion, o Watzlawick, mi risveglio.
Di tre libri, fin'ora, una frase.
giovedì 30 aprile 2009
strade sdrucciolevoli
che mi fanno guidare più concentrata. Che mi fanno rischiare, lungo quei tornanti.
Oggi ho pensato, all'improvviso, che non voglio morire.
Ci riflettevo. Per un'atea come me, dopo la morte non c'è niente, ma per la mia mente il nulla è impensabile, non riesco ad immaginarlo.
Il nulla. La fine di tutto.
Quando penso alla morte penso che non potrò più fare nulla e ho come un senso di rimpianto, ma per me la morte è semplicemente la fine.
Non c'è altro. E allora cosa mi fa paura? Non sarà come guardare da un vetro e pensare a cosa non hai più.
Non ci sarà solo più nulla. Perchè mi fa paura?
E perchè oggi ho pensato, così chiaramente, che non voglio...e insieme che tanto...prima o poi succederà?
Mi sono sentita più leggera, per un attimo.
Oggi ho pensato, all'improvviso, che non voglio morire.
Ci riflettevo. Per un'atea come me, dopo la morte non c'è niente, ma per la mia mente il nulla è impensabile, non riesco ad immaginarlo.
Il nulla. La fine di tutto.
Quando penso alla morte penso che non potrò più fare nulla e ho come un senso di rimpianto, ma per me la morte è semplicemente la fine.
Non c'è altro. E allora cosa mi fa paura? Non sarà come guardare da un vetro e pensare a cosa non hai più.
Non ci sarà solo più nulla. Perchè mi fa paura?
E perchè oggi ho pensato, così chiaramente, che non voglio...e insieme che tanto...prima o poi succederà?
Mi sono sentita più leggera, per un attimo.
venerdì 24 aprile 2009
mucho mojo...
- Quel palo con le bottiglie. Che cazzo è? Roba decorativa?- E’ una di quelle stronzate mojo. Ti protegge dagli spiriti malvagi. Dice che gli spiriti entrano nelle bottiglie e ci restano intrappolati. O forse entrano e vengono sputati fuori trasformati in una roba innocua. Non so di preciso. Ricordo di averli visti qualche volta da bambino.
J. Lansdale _ Mucho mojo
Credo che presto me ne costruirò uno.
martedì 21 aprile 2009
Quel che mi chiedo subito dopo però è...cosa c'è, davvero, fuori dal tunnel.
Cosa sarà, una volta raggiunta questa uscita.
Per ora si vede solo il bianco, in contrasto col buio a cui gli occhi si sono abituati in questi ultimi anni.
Si avvinghia alle mie caviglie, sottile, la paura.
cosa sarà di me, una volta che non avrò più una luce verso cui tendere? una volta che sarò fuori da questo buio, umido, ma rassicurante, familiare, tunnel?
Verso cosa muoverò i miei passi.
Non lo so.
A volte sospetto di essermi cacciata in questa ennesima maratona per avere uno scopo verso cui tendere, ancora per un po'.
sabato 18 aprile 2009
discussione in un'alba fredda
-...che io lo sapevo che finiva così.
- ma sta zitta.
- LO SAPEVO. E tu pure.
- Ma la smetti? non è vero. cosa sapevi, cosa!!!!
- che andava così. Lo sapevo io, lo sapevi tu...lo sapevamo TUTTI.
- piantala. tu non sapevi un bel niente e io neanche. Ma cosa credi..che fosse tutto programmato?
- ah no? dai...era da ieri che ci giravate intorno.
- questo non è vero...e poi...cazzo adesso non so neanche cosa pensare.
- smetti di far la finta tonta, lo sapevi e non lo vuoi ammettere.
- io sono una finta tonta, e tu sei la solita.
- sì sì...comunque...io lo sapevo. che poi mi fa incazzare uguale. lo sapevo eh? però fa lo stesso, mi fa incazzare.
-..un po' anche a me....però davvero secondo me...non lo sapevo. Adesso mi sento un po' così, è normale?
- mah. normale. lo sapevi lo sapevi..però si dai..è normale...stare così.
- certo che però..
- eh già...
- ma davvero, lo sapevo?
- ma sì dai...si vedeva.
- Ah.
- Eh.
- ...però...se lo sapevo davvero..sapevo anche come andava a finire. cioè...
- sì ma speriamo sempre di sbagliare no?
- già.
- forse è questo che frega...lo sai però pensi che magari ti sbagli.
Quanto vorrei che la smettessero di litigare. E che dentro la mia testa tornasse il silenzio.
Tanto alla fine non giungeremo mai ad una conclusione, vocette mie.
Sono la solita. che sa, non sa, non vuole sapere e vorrebbe sapere tutto.
- ma sta zitta.
- LO SAPEVO. E tu pure.
- Ma la smetti? non è vero. cosa sapevi, cosa!!!!
- che andava così. Lo sapevo io, lo sapevi tu...lo sapevamo TUTTI.
- piantala. tu non sapevi un bel niente e io neanche. Ma cosa credi..che fosse tutto programmato?
- ah no? dai...era da ieri che ci giravate intorno.
- questo non è vero...e poi...cazzo adesso non so neanche cosa pensare.
- smetti di far la finta tonta, lo sapevi e non lo vuoi ammettere.
- io sono una finta tonta, e tu sei la solita.
- sì sì...comunque...io lo sapevo. che poi mi fa incazzare uguale. lo sapevo eh? però fa lo stesso, mi fa incazzare.
-..un po' anche a me....però davvero secondo me...non lo sapevo. Adesso mi sento un po' così, è normale?
- mah. normale. lo sapevi lo sapevi..però si dai..è normale...stare così.
- certo che però..
- eh già...
- ma davvero, lo sapevo?
- ma sì dai...si vedeva.
- Ah.
- Eh.
- ...però...se lo sapevo davvero..sapevo anche come andava a finire. cioè...
- sì ma speriamo sempre di sbagliare no?
- già.
- forse è questo che frega...lo sai però pensi che magari ti sbagli.
Quanto vorrei che la smettessero di litigare. E che dentro la mia testa tornasse il silenzio.
Tanto alla fine non giungeremo mai ad una conclusione, vocette mie.
Sono la solita. che sa, non sa, non vuole sapere e vorrebbe sapere tutto.
mercoledì 15 aprile 2009
scena chiave
Sale in gola la sensazione di acido.
Sale il dolore dietro il collo, la cervicale infiammata.
E' stato difficile, stanotte, addormentarsi.
Una mescolanza di rabbia ansia delusione interrogativi interrogativi interrogativi.
Perchè?
Perchè prima? perchè dopo?
Certe parole non andrebbero mai usate.
non bisognerebbe mai parlare di amicizia, di sostegno, di affetto.
E non si dovrebbe, non dovrei, poi rimanere così male quando all'improvviso, uno dopo l'altro, come fantasmi al sole, non resta nulla.
Amici.
Questa parola è troppo complicata.
Sono stata eletta a confidente, a punto di riferimento, a faro.
Mai nulla di pari, mai nulla di speculare.
Mi fa rabbia,ora, capire quanto sono stupida.
Quanto sono solo una piccola stupida che scondinzola come uno stupido cane da canile.
Ricordo distintamente quella sera.
Seduta alla scrivania, prima di andare a casa, ti pensavo.
Eri andato via qualche ora prima.
E poi all'improvviso sento aprirsi la porta della sala d'aspetto...apro..e ci sei tu li davanti.
Senza neanche lasciarti parlare ti salto al collo, felice di vederti, felice che avessi voglia di farmi un saluto al volo.
Tu rigido, imbarazzato.
E finalmente mi dici a bassa voce "sono tornato perchè mi sono scordato qui il cellulare".
Non hai idea. Non puoi avere idea di quanto mi sono sentita idiota, a quel punto.
Umiliata e cretina. Una povera cosa.
Un'ottima sintesi della mia cazzo di vita.
Sale il dolore dietro il collo, la cervicale infiammata.
E' stato difficile, stanotte, addormentarsi.
Una mescolanza di rabbia ansia delusione interrogativi interrogativi interrogativi.
Perchè?
Perchè prima? perchè dopo?
Certe parole non andrebbero mai usate.
non bisognerebbe mai parlare di amicizia, di sostegno, di affetto.
E non si dovrebbe, non dovrei, poi rimanere così male quando all'improvviso, uno dopo l'altro, come fantasmi al sole, non resta nulla.
Amici.
Questa parola è troppo complicata.
Sono stata eletta a confidente, a punto di riferimento, a faro.
Mai nulla di pari, mai nulla di speculare.
Mi fa rabbia,ora, capire quanto sono stupida.
Quanto sono solo una piccola stupida che scondinzola come uno stupido cane da canile.
Ricordo distintamente quella sera.
Seduta alla scrivania, prima di andare a casa, ti pensavo.
Eri andato via qualche ora prima.
E poi all'improvviso sento aprirsi la porta della sala d'aspetto...apro..e ci sei tu li davanti.
Senza neanche lasciarti parlare ti salto al collo, felice di vederti, felice che avessi voglia di farmi un saluto al volo.
Tu rigido, imbarazzato.
E finalmente mi dici a bassa voce "sono tornato perchè mi sono scordato qui il cellulare".
Non hai idea. Non puoi avere idea di quanto mi sono sentita idiota, a quel punto.
Umiliata e cretina. Una povera cosa.
Un'ottima sintesi della mia cazzo di vita.
sabato 11 aprile 2009
cama vacía
mercoledì 25 marzo 2009
balaustrata di nausea per appoggiare stasera....
Questa sensazione di nausea non se ne vuole andare.
E neppure le occhiaie,arrossate neanche fossi uscita da una brutta pubblicità regresso sulle droghe. Di quelle anni '80 che adesso non si vedono più, coi siringoni e tutto il resto.
Anche oggi hanno riso quando ho detto la mia età, a volte è divertente sentirsene dare tanti di meno, tranne quando poi lo usano per non prenderti sul serio.
Chissà come mi vedono, a volte, dall'altra parte della scrivania.
Questo schifo di sensazione di nausea continua ad assalirmi ad ondate. Bleah.
Ecco, tutto ciò cui riesco a pensare ora.
Le mareggiate acide del mio stomaco, niente di più poetico di questo.
A volte vorrei davvero avere gli anni che mi danno.
E tutto questo pezzo di strada ancora da percorrere, magari in modo un po' diverso.
E neppure le occhiaie,arrossate neanche fossi uscita da una brutta pubblicità regresso sulle droghe. Di quelle anni '80 che adesso non si vedono più, coi siringoni e tutto il resto.
Anche oggi hanno riso quando ho detto la mia età, a volte è divertente sentirsene dare tanti di meno, tranne quando poi lo usano per non prenderti sul serio.
Chissà come mi vedono, a volte, dall'altra parte della scrivania.
Questo schifo di sensazione di nausea continua ad assalirmi ad ondate. Bleah.
Ecco, tutto ciò cui riesco a pensare ora.
Le mareggiate acide del mio stomaco, niente di più poetico di questo.
A volte vorrei davvero avere gli anni che mi danno.
E tutto questo pezzo di strada ancora da percorrere, magari in modo un po' diverso.
martedì 17 marzo 2009
non trovo le parole
Per un attimo ho pensato che odio potesse andare.
ma è troppo precisa, troppo appuntita e forte.
Mi serve qualcosa di più strisciante.
Nausea.
Già meglio, rende di più l'idea di qualcosa di vischioso e soffocante che non sai definire bene.
Oggi è così.
Ho questa sensazione riguardo al mondo.
E per una volta, io che mi sempre estranea a tutto, per una volta, faccio decisamente parte anche io, del mondo.
ma è troppo precisa, troppo appuntita e forte.
Mi serve qualcosa di più strisciante.
Nausea.
Già meglio, rende di più l'idea di qualcosa di vischioso e soffocante che non sai definire bene.
Oggi è così.
Ho questa sensazione riguardo al mondo.
E per una volta, io che mi sempre estranea a tutto, per una volta, faccio decisamente parte anche io, del mondo.
lunedì 9 marzo 2009
interrogativi
fino a che punto ci si può spingere?
che cosa è lecito rischiare, in questa vita?
In base a cosa, calcolare se il gioco vale la candela...
domande sempre domande troppe domande.
Il problema è anche la variabile tempo, come scrisse un amico:
"Non costa nulla promettere il tempo. Promettere su quanto non sappiamo, alla fine, possa durare il nostro tempo sulla terra e tra gli altri."
Già. Promettere il tempo, regalare il tempo, offrire il tempo.
Non costa nulla? o meglio...costa troppo?
Le mani, a bilancia, da una parte questo, dall'altra quello.
In base a cosa, poi, la decisione?
Fino a che punto ci si può spingere?
Io penso, ora, che vorrei solo dormire per giorni e giorni, lasciare ad altri le prossime mosse. sono così stanca.
E ogni scelta è un dolore.
che cosa è lecito rischiare, in questa vita?
In base a cosa, calcolare se il gioco vale la candela...
domande sempre domande troppe domande.
Il problema è anche la variabile tempo, come scrisse un amico:
"Non costa nulla promettere il tempo. Promettere su quanto non sappiamo, alla fine, possa durare il nostro tempo sulla terra e tra gli altri."
Già. Promettere il tempo, regalare il tempo, offrire il tempo.
Non costa nulla? o meglio...costa troppo?
Le mani, a bilancia, da una parte questo, dall'altra quello.
In base a cosa, poi, la decisione?
Fino a che punto ci si può spingere?
Io penso, ora, che vorrei solo dormire per giorni e giorni, lasciare ad altri le prossime mosse. sono così stanca.
E ogni scelta è un dolore.
giovedì 5 marzo 2009
Per Luca, e per le altre ombre.
Quando qualcuno si avvicina a me, dopo un po', ho il vizio di chiedermi come sarà, la fine.
Come se ne andrà. E' che ho paura, di questi momenti.
Nella mia mente sono sempre "grandi", drammatici, questi momenti.
La realtà è ben diversa.
Nella realtà non ci sono porte sbattute, frasi memorabili, ultimi sguardi carichi di significato.
Nella realtà le persone se ne vanno in sordina, dicono " scusa esco un attimo eh?" e nascondono la valigia sul pianerottolo.
Io, stupido cane, seduta davanti alla porta, inclino la stupida testolina, a occhi tondi e orecchie tese aspetto che la porta si riapra.
Poi, piano piano, la consapevolezza si insinua e mi accorgo che manca la valigia, mi accorgo che ha tolto i libri dalla libreria e i vestiti dall'armadio.
mi accorgo che da troppi giorni nessuno ritira la posta, nessuno mi lancia la mia pallina preferita per farmi giocare.
E mi accorgo che sono passati davvero troppi giorni, per essere "un attimo".
E' così che se ne vanno. In sordina. Facendo finta che il momento dell'addio non esista, che tutto sfumi così nel niente.
E non so, a questo punto, se sono peggio i miei addii temuti, o i loro addii mancati.
Come se ne andrà. E' che ho paura, di questi momenti.
Nella mia mente sono sempre "grandi", drammatici, questi momenti.
La realtà è ben diversa.
Nella realtà non ci sono porte sbattute, frasi memorabili, ultimi sguardi carichi di significato.
Nella realtà le persone se ne vanno in sordina, dicono " scusa esco un attimo eh?" e nascondono la valigia sul pianerottolo.
Io, stupido cane, seduta davanti alla porta, inclino la stupida testolina, a occhi tondi e orecchie tese aspetto che la porta si riapra.
Poi, piano piano, la consapevolezza si insinua e mi accorgo che manca la valigia, mi accorgo che ha tolto i libri dalla libreria e i vestiti dall'armadio.
mi accorgo che da troppi giorni nessuno ritira la posta, nessuno mi lancia la mia pallina preferita per farmi giocare.
E mi accorgo che sono passati davvero troppi giorni, per essere "un attimo".
E' così che se ne vanno. In sordina. Facendo finta che il momento dell'addio non esista, che tutto sfumi così nel niente.
E non so, a questo punto, se sono peggio i miei addii temuti, o i loro addii mancati.
domenica 1 marzo 2009
sensazione di vago dolore
avrei bisogno di un bel bicchiere di latte a purificarmi, a portarmi via un po' di veleno da dentro.
E' sempre così, quando mi comporto troppo come una spugna.
Ho quella sensazione di essere stata vampirizzata, e di aver insieme assorbito fiele.
Tra poco me ne andrò a dormire, cercando così di ricaricare pile che non funzionano in questo modo.
Da troppo tempo non si colmano questi vuoti scavati da mani avide.
E' stancante, ogni volta.
Il risultato è dubbio, arrivano poi, improvvise, stilettate gratuite e immotivate, che mi tolgono il fiato per un attimo e mi lasciano inginocchiata a chiedermi un motivo.
Poi c'è tutto il resto, c'è quel calore che si genera a volte, c'è il pensiero del "se....ci sarà un motivo, no? vorrrà pur dire qualcosa, no?" , c'è l'idea che allora ne vale la pena, che anche se solo ho il dubbio, che qaulcosa di buono sia successo, allora ne vale la pena eccome.
Dovrei solo avere un sistema di drenaggio più efficace, trovare il modo per strizzarmi via dai pori tutto quel veleno, prima che mi affondi sempre più dentro.
E' sempre così, quando mi comporto troppo come una spugna.
Ho quella sensazione di essere stata vampirizzata, e di aver insieme assorbito fiele.
Tra poco me ne andrò a dormire, cercando così di ricaricare pile che non funzionano in questo modo.
Da troppo tempo non si colmano questi vuoti scavati da mani avide.
E' stancante, ogni volta.
Il risultato è dubbio, arrivano poi, improvvise, stilettate gratuite e immotivate, che mi tolgono il fiato per un attimo e mi lasciano inginocchiata a chiedermi un motivo.
Poi c'è tutto il resto, c'è quel calore che si genera a volte, c'è il pensiero del "se....ci sarà un motivo, no? vorrrà pur dire qualcosa, no?" , c'è l'idea che allora ne vale la pena, che anche se solo ho il dubbio, che qaulcosa di buono sia successo, allora ne vale la pena eccome.
Dovrei solo avere un sistema di drenaggio più efficace, trovare il modo per strizzarmi via dai pori tutto quel veleno, prima che mi affondi sempre più dentro.
Iscriviti a:
Post (Atom)
