domenica 20 luglio 2008

I just don't know what to do with myself

Me ne frego che parli d'amore, la canzone.
Non c'è amore qui. La dedico a me stessa, per il titolo/rif .

senza risposta

vorrei che tu mi facessi capire...non so bene neanche io cosa.
Ma sono sicura che vorrei? No.
eppure.
Lo sento dentro.
Forse è che da tanto tempo non capita. Forse è insicurezza.
Mi è sembrato che venerdì....quelle ore spese a parlare.
Io che non riesco a non tirarti fuori le mie "stronzate in latino" (cit.), tu che mi dici "non fare la psicologa con me" e poi però.
e allora? che c'è?
sono i miei quasi 30 anni?
Mi domando, mi domando.
"Mi viene da darti consigli" dici, come se volessi proteggermi, ma parti con "il tuo problema è" e io mi irrigidisco.
il mio problema.
Perchè mio?
Non sono io a fuggire, lo hai notato anche tu.
Troppo profonda, dici? come l'acqua di certi laghi, che è talmente profonda che in fondo in fondo non si muove nemmeno più. E' come morta.
E' questo che fa paura?

mercoledì 16 luglio 2008

con un certo savoir faire

Che dico?
"ohi buongiorno...come stai oggi? Mi chiedevo se sai come funziona questo aggeggio e se sei sposato..."
o ancora meglio " mi daresti venti fogli bianchi e il tuo stato civile per favore?"
Merdimonio.
Ma che poi, che poi.
Bah.
Ha da passà 'a nottata.
E ha da passà pure il periodo, via. arriverà il 23 luglio. da tempo non passavo così un'estate poco estiva ma solo impegnativa.
Ieri 30. Domani però sospetto bocciatura...sarà perchè non so un cazzo e anzichè studiare lavoro come una schiava?
Merdimonio.

lunedì 14 luglio 2008

mimetismo batesiano

"...e non permetti a nessuno di innamorarsi di te.."
"..."
"oh...ci sei ?"
"sì"
"non sei d'accordo?"
"....mppffboh..tu dici?"
"Sì! Appena uno si avvicina gli chiarisci subito che non è aria".

Tu dici?

Suona carino "non permetti a nessuno".
Molto locus of control interno, molto molto.
Mi piace quest'idea, non permetti a nessuno. Quasi che se io decidessi di permettere...sai le risse sotto casa mia? Ihih.
Va bene dai, lo so che hai anche ragione. Dai. Lo ammetto. Dò il peggio.
Ma sai com'è. Bisogna anche usare dei trucchetti no?
Sapresti dirmi, tu, tra queste due, qual è una semplice anguilla e quale il serpente velenoso?E ora dimmi...tu credi che qualche predatore voglia provare a scoprirlo? Io credo che l'anguilla abbia una vita molto serena invece. Si chiama mimetismo batesiano. Studiare, gente, studiare!

p.s. l'anguilla è quella in alto.

domenica 13 luglio 2008

vagheggiando

Qualcuno, oltre a me, che quando sforno il pane senta il profumino.
Qualcuno, oltre a me, che balli per casa quando attacco la musica.
Qualcuno che parli, che giri per le stanze, che apra il frigo e si accorga che non ci sono più pompelmi, che sfogli i libri e si sporga dal terrazzo verso il tramonto.
Non fosse che sono figlia unica. da bambina ero contenta così. Adesso mi piacerebbe, invece: con una sorella, o un fratello, ora potrei essere zia.
Potrebbero esserci manine appiccicose, testoline arruffate, vocette chiocce.
Prima o poi C. lo fa, un bimbo, secondo me. O forse E.
Dopotutto, anche loro sono figlie uniche. Una zia putativa fa sempre comodo.

signorina banshee

Specifichiamo. Diventiamo così solo in certi momenti, prego.
So per certo che alcuni ci trovano carine, persino.
Lo so, gli occhi rossi, lo so.
Ma provate voi a piangere sempre e sempre sulle tombe degli amati.
Poi uno dice "porti sfiga".
Son queste le cose che fanno arrabbiare..e allora, ecco, sì, magari ci viene da urlare.
Ma non ho mai ucciso nessuno con un urlo.
Queste sono calunnie.
E' che sono sensibile al dolore. E magari mi ci trovo spesso in mezzo. Questo sì.

mercoledì 9 luglio 2008

Buoni propositi


...e poi, se sono brava, tra un paio di mesi riesco ad abbattere parzialmente il mutuo.
Devo solo andare avanti di due settimane in due settimane, non di più.
E mamma piantala di preoccuparti che sono sempre sola come un cane.
Non sono un cane. E nemmeno un gattino abbandonato. Sono un leone randagio. Roar.

venerdì 4 luglio 2008

"un buon dottore deve essere UMIDO e semplice"

stamattina a prima giornata di docenza.
il proiettore non leggeva il computer o viceversa.
della serie che il buon Watzlawick aveva sbagliato. SI PUO' non comunicare affatto.
o almeno possono farlo gli strumenti che a me servono.
Mentre parlavo si è suicidata la mia biro blu, dissanguandosi tragicamente su di me.
Chi lo avrebbe detto, che il vecchio avesse tanto sangue?
E chi cazzo avrebbe detto che la penna avesse TANTO inchiostro dentro?
Considerato poi che i corsisti sono polacchi,pakistani, tunisini, e una italiana...la questione della "buona padronanza dell'italiano" è stata superata con classe.
Un dottore umido e semplice è già un miracolo, visto che c'è chi non capisce 2 parole su 4.
Merdimonio.
E intanto le prime 4 ore le abbiamo fatte. Urge preparare le altre 52.
Per rimanere in tema col vecchio Scespir....il mio pensiero è pieno di scorpioni, moglie cara....anzi, per la precisione, sono 52, moglie cara.

martedì 1 luglio 2008

...Treno di notte per Lisbona.

" Che un ragazzo, un ragazzo di famiglia aristocratica mi cercasse con il binocolo da teatro, non era una cosa da poco. E, come ho detto, fece nascere una speranza. (...) in forma vaga, era la speranza di una vita condivisa.
E in un certo senso è stato così. Una vita condivisa, intendo. Condivisa in una vicina lontananza, e in una lontana vicinanza.
(...)
E tuttavia vigeva una regola, che solo molto più tardi e con estrema gradualità sono arrivata a comprendere: non voleva che io fossi coinvolta nella sua vita. In un senso che è assai difficile da spiegare, voleva che io ne rimanessi fuori.
(...)
Amava i treni, erano per lui un simbolo della vita. Mi sarebbe piaciuto viaggiare con lui nel suo scompartimento.
Ma non era lì che mi voleva. Mi voleva sul marciapiede della stazione, voleva ogni volta aprire il finestrino e potermi chiedere un consiglio.
E quando il treno si metteva in moto avrebbe voluto che anche il marciapiede si muovesse insieme al convoglio.
Come un angelo avrei dovuto starmene sul marciapiede, filante in aria esattamente alla stessa velocità del treno."

Dedicato a te. che mi vorresti sul marciapiede, per poter aprire e chiudere quando vuoi il finestrino.

martedì 24 giugno 2008

56

La risposta fondamentale sulla vita, l'universo, e tutto quanto..è 42.
E questo è assodato (vero Douglas?).
ma qui si parla di 56.
"...moduli di 20 ore, di 14 ore e di 2 ore. In totale la sua docenza è di 56 ore".
La mia docenza.
A dirlo fa quasi ridere.
considerato che mi hanno avvisato con largo anticipo...cioè una fottuta settimana...sono appena un po' in ansia (ho voglia di urlare e strapparmi i capelli, in pratica).
Anche perchè mi hanno detto..con quel tono che non ammette repliche "dovresti preparare qualche dispensa da distribuire poi ai corsisti..mi servirà prima che inizi il corso".
Merdimonio!!!
come faccio io a preparare le dispense in una settimana? non so neanche come sviluppare gli argomenti...aiuto.
Non ce la farò mai. 56. oddio. che paura.

giovedì 19 giugno 2008

io non credo davvero che quel tempo ritorni...



Che cosa dici ora
quando qualcuno ti abbraccia
e tu nascondi la faccia
e tu alzi fiera la faccia
e guardi diritto in faccia
come allora?

Qui un poco piove e un poco il sole,
aspettiamo ogni giorno
che questa estate finisca,
che ogni incertezza svanisca...

mercoledì 18 giugno 2008

oggi ho camminato sola(mente) un'ora

è bello avere uno spazio mio.
Virginia tanti anni fa parlava di una stanza tutta per sè.
Io ce l'ho. Ho una casa, tutta per me. diciamo che per ora più che mia è della banca,ma tant'è.
Ciò che mi manca non sono i muri intorno. E' uno spazio verbale.
potrei attaccare grandi fogli bianchi sulle pareti e scriverci sopra. Potrei utilizzare come teschio (oh povero Yorick) una zucchina, o perfino la gigantesca pesca che sto per divorare, e parlare per ore.
Non so. Potrei.
Mi piace anche questo spazio virtualmente bianco, che io coloro di parole non scritte ma pixelate.
Oggi ho camminato sola(mente) un'ora.
Ho chiacchierato tra me e me, probabilmente chi mi incontra per strada avverte un vago senso di disagio, il mio borbottare incessante deve sembrare un poco rassicurante soliloquio, ma non essendo credente non ho neanche un angelo custode a cui rivolgermi (d'altra parte non è colpa mia se siamo soli nell'universo).
Mi piace avere questo spazio.
Da tempo non mi sento ascoltata, se non da una persona, che abita lontano lontano e che non ha certo il tempo di parlarmi spesso, tra famiglia impegni e lavoro.
Mi domando come starei, oggi, se non l'avessi conosciuto in quel maggio di qualche anno fa.
Altri amici ne ho? Un paio diciamo. Ma non posso parlare con loro senza sentir liquidare tutto come un "ssh dai non dire cazzate e sorridi".
Va beh. Ho F., e ho uno spazio mio qui. dove posso parlare a me stessa.

giovedì 12 giugno 2008

indizi

dunque.
3 esami lunedi. ben passati.
2 esami stamattina. chissà.
Il lavoro procede a sbalzi. Devo assolutamente trovare il coraggio di fare un paio di cose.
Ma non è una novità.
altri 6 esami nell'arco di queste settimane.
NULLA DI NUOVO.
Tutte queste cose già le so.
Resta solo da capire da dove viene allora questo improvviso senso di angoscia che sento...
....L'imperatore si ammalò, perchè la morte si era seduta sul suo petto...
Cosa diavolo è stato?
la visita di ieri sera?
la telefonata di oggi?
i presagi per l'autunno?
A me Miss Marple per favore. O anche Jessica Fletcher. Se proprio sono assenti..il buon vecchio Sherlock andrà benissimo.

sabato 7 giugno 2008

Buon compleanno a me.


20 cl.
Che mi pare proprio il caso di evitare la sbronza triste y solitaria.
Cin.

venerdì 6 giugno 2008

sincerità

Due o tre lividi sulle braccia si ostinano a non sbiadire.
L'estate, canottiere e maniche corte, non aiuta a evitare sguardi curiosi. Anche da parte mia, che mi chiedo quando avrò un aspetto normale.
La primavera concedeva speranze, elargiva a piene mani.
Non saprei proprio dire quando hanno cominciato ad appassire. E' certo che è stato rapido, il decadimento. Circa...una settimana?
Un crollo sistematico di tutti i miei castelli di carte.
Ho la sensazione di procedere per catastrofi successive.
In questo momento la polvere sollevata dalla demolizione mi fa lacrimare gli occhi e mi copre la visuale. Si respirano calcinacci.