mercoledì 9 luglio 2008

Buoni propositi


...e poi, se sono brava, tra un paio di mesi riesco ad abbattere parzialmente il mutuo.
Devo solo andare avanti di due settimane in due settimane, non di più.
E mamma piantala di preoccuparti che sono sempre sola come un cane.
Non sono un cane. E nemmeno un gattino abbandonato. Sono un leone randagio. Roar.

venerdì 4 luglio 2008

"un buon dottore deve essere UMIDO e semplice"

stamattina a prima giornata di docenza.
il proiettore non leggeva il computer o viceversa.
della serie che il buon Watzlawick aveva sbagliato. SI PUO' non comunicare affatto.
o almeno possono farlo gli strumenti che a me servono.
Mentre parlavo si è suicidata la mia biro blu, dissanguandosi tragicamente su di me.
Chi lo avrebbe detto, che il vecchio avesse tanto sangue?
E chi cazzo avrebbe detto che la penna avesse TANTO inchiostro dentro?
Considerato poi che i corsisti sono polacchi,pakistani, tunisini, e una italiana...la questione della "buona padronanza dell'italiano" è stata superata con classe.
Un dottore umido e semplice è già un miracolo, visto che c'è chi non capisce 2 parole su 4.
Merdimonio.
E intanto le prime 4 ore le abbiamo fatte. Urge preparare le altre 52.
Per rimanere in tema col vecchio Scespir....il mio pensiero è pieno di scorpioni, moglie cara....anzi, per la precisione, sono 52, moglie cara.

martedì 1 luglio 2008

...Treno di notte per Lisbona.

" Che un ragazzo, un ragazzo di famiglia aristocratica mi cercasse con il binocolo da teatro, non era una cosa da poco. E, come ho detto, fece nascere una speranza. (...) in forma vaga, era la speranza di una vita condivisa.
E in un certo senso è stato così. Una vita condivisa, intendo. Condivisa in una vicina lontananza, e in una lontana vicinanza.
(...)
E tuttavia vigeva una regola, che solo molto più tardi e con estrema gradualità sono arrivata a comprendere: non voleva che io fossi coinvolta nella sua vita. In un senso che è assai difficile da spiegare, voleva che io ne rimanessi fuori.
(...)
Amava i treni, erano per lui un simbolo della vita. Mi sarebbe piaciuto viaggiare con lui nel suo scompartimento.
Ma non era lì che mi voleva. Mi voleva sul marciapiede della stazione, voleva ogni volta aprire il finestrino e potermi chiedere un consiglio.
E quando il treno si metteva in moto avrebbe voluto che anche il marciapiede si muovesse insieme al convoglio.
Come un angelo avrei dovuto starmene sul marciapiede, filante in aria esattamente alla stessa velocità del treno."

Dedicato a te. che mi vorresti sul marciapiede, per poter aprire e chiudere quando vuoi il finestrino.

martedì 24 giugno 2008

56

La risposta fondamentale sulla vita, l'universo, e tutto quanto..è 42.
E questo è assodato (vero Douglas?).
ma qui si parla di 56.
"...moduli di 20 ore, di 14 ore e di 2 ore. In totale la sua docenza è di 56 ore".
La mia docenza.
A dirlo fa quasi ridere.
considerato che mi hanno avvisato con largo anticipo...cioè una fottuta settimana...sono appena un po' in ansia (ho voglia di urlare e strapparmi i capelli, in pratica).
Anche perchè mi hanno detto..con quel tono che non ammette repliche "dovresti preparare qualche dispensa da distribuire poi ai corsisti..mi servirà prima che inizi il corso".
Merdimonio!!!
come faccio io a preparare le dispense in una settimana? non so neanche come sviluppare gli argomenti...aiuto.
Non ce la farò mai. 56. oddio. che paura.

giovedì 19 giugno 2008

io non credo davvero che quel tempo ritorni...



Che cosa dici ora
quando qualcuno ti abbraccia
e tu nascondi la faccia
e tu alzi fiera la faccia
e guardi diritto in faccia
come allora?

Qui un poco piove e un poco il sole,
aspettiamo ogni giorno
che questa estate finisca,
che ogni incertezza svanisca...

mercoledì 18 giugno 2008

oggi ho camminato sola(mente) un'ora

è bello avere uno spazio mio.
Virginia tanti anni fa parlava di una stanza tutta per sè.
Io ce l'ho. Ho una casa, tutta per me. diciamo che per ora più che mia è della banca,ma tant'è.
Ciò che mi manca non sono i muri intorno. E' uno spazio verbale.
potrei attaccare grandi fogli bianchi sulle pareti e scriverci sopra. Potrei utilizzare come teschio (oh povero Yorick) una zucchina, o perfino la gigantesca pesca che sto per divorare, e parlare per ore.
Non so. Potrei.
Mi piace anche questo spazio virtualmente bianco, che io coloro di parole non scritte ma pixelate.
Oggi ho camminato sola(mente) un'ora.
Ho chiacchierato tra me e me, probabilmente chi mi incontra per strada avverte un vago senso di disagio, il mio borbottare incessante deve sembrare un poco rassicurante soliloquio, ma non essendo credente non ho neanche un angelo custode a cui rivolgermi (d'altra parte non è colpa mia se siamo soli nell'universo).
Mi piace avere questo spazio.
Da tempo non mi sento ascoltata, se non da una persona, che abita lontano lontano e che non ha certo il tempo di parlarmi spesso, tra famiglia impegni e lavoro.
Mi domando come starei, oggi, se non l'avessi conosciuto in quel maggio di qualche anno fa.
Altri amici ne ho? Un paio diciamo. Ma non posso parlare con loro senza sentir liquidare tutto come un "ssh dai non dire cazzate e sorridi".
Va beh. Ho F., e ho uno spazio mio qui. dove posso parlare a me stessa.

giovedì 12 giugno 2008

indizi

dunque.
3 esami lunedi. ben passati.
2 esami stamattina. chissà.
Il lavoro procede a sbalzi. Devo assolutamente trovare il coraggio di fare un paio di cose.
Ma non è una novità.
altri 6 esami nell'arco di queste settimane.
NULLA DI NUOVO.
Tutte queste cose già le so.
Resta solo da capire da dove viene allora questo improvviso senso di angoscia che sento...
....L'imperatore si ammalò, perchè la morte si era seduta sul suo petto...
Cosa diavolo è stato?
la visita di ieri sera?
la telefonata di oggi?
i presagi per l'autunno?
A me Miss Marple per favore. O anche Jessica Fletcher. Se proprio sono assenti..il buon vecchio Sherlock andrà benissimo.

sabato 7 giugno 2008

Buon compleanno a me.


20 cl.
Che mi pare proprio il caso di evitare la sbronza triste y solitaria.
Cin.

venerdì 6 giugno 2008

sincerità

Due o tre lividi sulle braccia si ostinano a non sbiadire.
L'estate, canottiere e maniche corte, non aiuta a evitare sguardi curiosi. Anche da parte mia, che mi chiedo quando avrò un aspetto normale.
La primavera concedeva speranze, elargiva a piene mani.
Non saprei proprio dire quando hanno cominciato ad appassire. E' certo che è stato rapido, il decadimento. Circa...una settimana?
Un crollo sistematico di tutti i miei castelli di carte.
Ho la sensazione di procedere per catastrofi successive.
In questo momento la polvere sollevata dalla demolizione mi fa lacrimare gli occhi e mi copre la visuale. Si respirano calcinacci.

venerdì 30 maggio 2008

dire a me stessa

le cose che dico ai pazienti.
le cose che faccio dire a loro.
le cose a cui arriviamo dopo un'ora sudata su quelle sedie.
Ripeterle a me stessa.
Per questi momenti come adesso in cui mi sento una scarpa vecchia e inutile che gioca a fare il sandalo di vernice.
Sono così stanca.

sabato 24 maggio 2008

Mi sono rotta

di sentir parlare di bello bella bellezza inestetismi cura curati sistemati guardati.
mi sono rotta.
Non ho mai puntato sull'aspetto.
Sono sempre stata una ragazza che pensava. Mi hanno educata a leggere e studiare e ascoltare.
E ora mi sono rotta.
Di sentirmi ripetere che questo sì, è carino, ma non è la cosa più importante.
Che se io fossi più curata, più bella, più tutto.
Che se io mi "tenessi" di più.
Basta.
mi sono rotta.
Non sono mai stata la bella della situazione, e non ho mai nemmeno mirato ad esserlo.
Ma non è giusto che mi si debba imporre qualcosa. Chiedere sempre di essere diversa se no non ha nemmeno senso parlarmi.
Non chiedo a nessuno di desiderarmi o di voltarsi a guardare quando passo per strada.
Mi piacerebbe che la mia compagnia fosse considerata gradevole.
E mi rendo conto che non è esattamente così, sempre per il lato estetico della situazione.
Ma a questo punto.
Essendo che per me non è la cosa più importante. Anzi.
A questo punto.
Io mi sono rotta.
Non voglio più sentirmelo dire.
Specialmente da chi poi lo infarcisce di per il tuo bene, perchè ti voglio bene etc.
Anche io voglio bene.
E infatti non dico queste cazzate.
Basta. Non ho più voglia di ascoltare queste cose.
E se questo significa ancora più solitudine, sono proprio curiosa di vedere come diavolo possa aumentare ancora.

venerdì 16 maggio 2008

Stasera sento la pesantezza della mia ...come definirla? Indipendenza? autarchia?
Del mio essere una monade?
Non so.
Sì sì. tiro avanti. Funziono.
Sopravvivo.
E. mi dice che so fare, che io so fare e me la cavo, e che bene o male ho persino sufficiente senso pratico da svangarmela sempre.
Sì sì.
Sarà anche così, ma non me ne faccio tanto.
Stasera sento fortissimo il silenzio.
Non c'è nessuno, per me.
E' una cosa mia, lo so.
Ma vorrei potermi ricaricare anch'io..ricevere un abbraccio.
Potermi raggomitolare per un po', senza dover per forza offrire qualcosa sempre.
Mi sento dissanguata. Vorrei anch'io prendere, adesso.
Ne avrei bisogno.

martedì 13 maggio 2008


Non pretendo più di aver ragione
se parlo di vestiti e di carezze
le braccia lungo i fianchi farò cadere
pregare no che non vorrei pregare
pregare no che non vorrei pregare.

http://it.youtube.com/watch?v=MjybHN-HFuk





Mi sento un po' stanca. Di tutte queste cose.
Non ho nemmeno voglia di ricucirmi questo bottone allentato.
Credo che lascerò ricadere le braccia giù lungo i fianchi. Almeno per un po'.

lunedì 5 maggio 2008

pro e contro

Non essere importante per nessuno ha i suoi pregi.
Ho responsabilità solo verso me stessa.
Se fallisco deludo solo me stessa.
Quando sono di pessimo umore non contagio nessuno.
Quando sto male, sto male solo io.
Come ogni medaglia che si rispetti anche questa ha l'altra faccia.
Quando mi sento così non ho nessuno da chiamare per sentire un po' di calore.
Quando avrei bisogno di ricaricarmi un po' posso contare solo su di me e su quello che posso dirmi.
Mi sento come una pila scarica, mi manca avere ogni tanto un abbraccio vero a scaldarmi.
Due braccia che mi stringano forte e una voce che dica "ce la puoi fare".
Domani di nuovo ci sarà da fare. Mi piace lavorare, è solo che richiede tanta energia "umana", questo lavoro. E a volte non so più da dove tirarmene fuori, per offrirla.
A volte mi sento prosciugata.
Vorrei ricevere qualche carezza anch'io.
O sentirmi ascoltata, anch'io.

domenica 4 maggio 2008

la pace

"tu per me sei...la pace".
Già.
In effetti.
Quando ero piccola mia zia prese questo simboletto e mi disse.
E' la pace. Sono un uomo e una donna che fanno l'amore. Le gambe di lei questo e questa linea le gambe di lui.
Già.
La pace.
Sono stata una pace turbolenta, una pace calorosa e una pace accogliente.
Sono stata una pace da figli dei fiori.
La pace.
Già.
E allora perchè qualcosa in questo discorso mi ha fatto male?
mah.