domenica 16 settembre 2007

ricordanze e domande stupide

Mi vieni in mente adesso perchè ho combinato un casino col cellulare, e ho rischiato di chiamarti.
Quella sera eri "leggero", non ti ricordi di sicuro, ma mentre sento la canzone mi ricordo di te in mezzo alla discoteca che ti avvicini, torreggiando su di me col tuo corpaccione abituato ai flash.
Mi afferri la mano e canticchi a mezza voce.
"...Im learning all about my life, by looking through her eyes... hai dei bellissimi occhi...ma sembri fuori posto qui. ti ho vista e ho pensato a una canzone..."
"la conosco, sono i Dream theater..."
Che serata improbabile. Però è nata una strana amicizia, o qualcosa del genere.
Mi è sempre piaciuto che mi dicessi che avevo begli occhi da leggere.
Adesso leggeresti un vortice, e non credo impareresti molto, se non che sono una stupida
Faccio domande che non dovrei. Non bisognerebbe mai chiedere, si rischia di ottenere risposte.
Il cuore mi batte fortissimo, e vorrei quasi non aver parlato.
La memoria in questo caso non aiuta, per niente.
Anche perchè la grandissima zoccola ovviamente ora porta alla luce solo tutto quanto di bello non ho più. tutto quanto di bello forse ora ha qualcun altro, a cui auguro...che imploro, anzi, di trattare come merita, di amare apprezzare curare.
Quello che ho avuto io e che non volevo, prego se ne sia venuto via con me e non tocchi più a nessuno.
Sul serio.

domenica

Domenica, maledetta domenica. Domestica degli altri sei giorni, dei cui residui di vita e bagordi deve fare pulizia.
A.G. Pinketts

Molto vero e triste.
Dopo la sudata leggera per mezz'ora di camminata libresca, si torna al vuoto triste in attesa dell'altrettanto triste quanto più faticoso lunedì.
La patina di malinconia non se ne va, neanche sfregandomi forte con il bagnoschiuma al cioccolato.

venerdì 14 settembre 2007

bene

24esima.
totali 843
disponibili 278.

Mi rilasso con questa.
http://it.youtube.com/watch?v=6T4EIlXFNas
...
I'm still there everywhere
I'm the dust in the wind
I'm the star in the northern sky
I never stayed anywhere
I'm the wind in the trees
Would you wait for me forever?

...

anche se nessuno mi aspetta. I'm still there...

giovedì 13 settembre 2007

Neruda...

T’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente,entro l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;
T’amo senza sapere come, nè da quando nè da dove,
t’amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
così ti amo perchè non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Ho sempre amato Pablo e le sue parole d'amore.
Da molto tempo non ho nessuno a cui dedicarle, non sento di poterle dedicare. Tornerà quel tempo?
Non riesco a credere di sì. ma le parole restano belle. Se non le userò io sicuramente saranno di ispirazione a qualcun altro.
Per me lo furono. Io che non ho mai saputo amare altrimenti che così. O forse ...non ho mai saputo amare altrimenti che in modo sbagliato.

lunedì 10 settembre 2007

ricorrenza e mancanza

"tu hai paura di rimanere da sola".
Molto giusta come analisi per quanto la parola adatta sarebbe PER-manere, non ri-manere.
non ho paura di esserlo di nuovo, ho paura di...continuare ad esserlo, ad libitum.
Non è questione di contenuto mi si dice, ma di ricorrenza del pensiero.
Già...pensiero che ri-corre, corre e per-corre la mia mente a intervalli irregolari.
negli ultimi anni si è acuita quella terribile sensazione di vuoto intorno.
Quando abitavo più lontano, e la mia unica fonte di sostegno poteva essere quella persona...mi dicevo..."beh è normale dai, dopotutto qui non hai nessuno, la tua famiglia non c'è, gli amici nemmeno, non c'è nessuno, è normale dai."
Ora, a voler essere superficiali, i due membri che formano la mia famiglia non vivono tanto distanti, e i miei pochi amici diciamo neppure (non è vero, un paio di persone che vorrei vicine abitano distanti eccome).
Eppure eppure eppure.
non è questione di kilometri.
Sono 3 anni, sono quasi tre anni che è crollato quell'ultimo baluardo.
Prima pensavo che in fondo, in qualche modo, se avessi avuto necessità di essere me stessa senza filtro, con qualcuno, di esprimere tutto quello che sono senza paura di essere fraintesa e giudicata....pensavo che sarei potuta andare da lei.
ora non è possibile, e dirlo magari suona strano, ma non è possibile, non ci sente da quell'orecchio e i miei numerosi sbagli provano quanto sia dannoso per me anche solo fare un goffo tentativo.
E' di questo che ho bisogno, di questo sento la mancanza.
non è la ricorrenza, è il contenuto in realtà.
O forse entrambi, lo stesso contenuto che ricorre.
Non c'è nessuno. Basta fare una breve conta: in famiglia, nessuno. Per ovvi e validissimi motivi non si può contare su.
Amici, per altri validi motivi (non ultimo il mio carattere), pochi e impegnati a barcamenare le loro vite (quasi tutte in procinto di "salti" non indifferenti, convivenze figli assunzioni strane e così via), per cui privi di tempo/energie per ricevere qualcosa di diverso da un sorriso, da me.
Non c'è nessuno con cui possa essere me stessa davvero, con cui possa lasciarmi andare sapendo che per una volta sarò io ad essere contenuta. Piangere, ridere, abbracciare, parlare.
c'è sempre qualcosa che infastidisce, che viene frainteso, che spaventa.
Bisogna stare attenta, non mostrare troppo, non far vedere le crepe, non dimostrarsi meno stabile di una colonna dorica se no sei una delusione.
Tutto deve essere sfumato, la mia indole di istinti e manifestazioni spontanee deve frenarsi sempre, perchè tutto è eccessivo.
Ogni volta che trapela un po' di più, non va bene. Genera fuga.
Si tratti di una lacrima o di un'affermazione di affetto.
Si tratti di un momento di entusiasmo o di sconforto.
Sono stanca di questo. forse non sono forte, tutto qui.
Magari c'è gente brava e così autonoma da farcela sempre senza mai doversi appoggiare, ma io non sono così. Evidentemente sono meno di quanto dovrei. Non lo so.
So solo che non ne posso più, e che si fa sempre più pressante, questa sensazione dolorosa. Ed è sempre più difficile spiegarla, trovare le parole giuste. Mi manca avere ancora qualcuno che mi voglia bene pur conoscendomi davvero. Qualcuno che non si ritragga appena le cose escono dal suo schema.
Forse nessuno può amarti in un modo del genere, tranne...o forse la penso così perchè quell'amore mi manca da morire, perchè è un pezzo grande che manca e che manca sempre di più man mano che si sclerotizza questa situazione che pare sempre più irreversibile.
E' una cosa stupida, probabilmente, o solo da deboli, non lo so, e tanto comunque sia...è. E' quella sensazione notturna di quando sto male e penso che l'unico numero che si può fare è quello del pronto soccorso. esempio semplice ed efficace. Provare per credere.


"Mi manca Lenore, qualche volta. mi manca chiunque. ricordo quando ero giovane e avvertivo una sensazione e la identificavo come nostalgia di casa, e poi pensavo che era proprio strano, visto che a casa ci vivevo. Che diavolo di conclusione trarre da tutto questo?"

sabato 25 agosto 2007

storia

Le pietre si sgretolano. Il legno marcisce. La gente, be'... la gente muore.
Ma le cose fragili, come un pensiero, un sogno, una leggenda, durano in eterno.
Se riesci a modificare il modo di pensare delle persone, diceva. Il modo che hanno di vedere se stessi. Il modo che hanno di vedere il mondo. Se riesci a fare questo, allora puoi cambiare il modo in cui vivono. Ed è questa l'unica cosa duratura che una persona può creare.
Tanto prima o poi, diceva sempre la Mamma, i ricordi, le storie e le avventure saranno tutto ciò che rimarrà di te.


C. Palahniuk.

Neanche a me, sai, piacciono molto le persone.
ma le loro storie sì. Mi piace ascoltarle. E raccontare.
Di persone me ne piacciono sempre poche, in realtà. E quelle sono una cosa a parte. Per loro divento volentieri archivio e juke box di parole ricordi fatti oggetti. Conservo e mantengo vivo.
O cerco di farlo, finchè posso, per quelle persone che amo e ho amato.
Ma alla fine di tutto sono le storie, le storie e le emozioni che le colorano, quello che rimarrà.

giovedì 23 agosto 2007

piatti di bilancia

Non avrei fatto il mutuo.
Difficilmente avrei iniziato la professione così.
Non avrei conosciuto alcune persone.
Non sarei stata utile a babbo.

In un anno, questo è il bilancio.
A dire il vero un po' magro.
ma mi chiedo, cosa avrei fatto, allora, se invece?

Avrei continuato quel lavoro, immagino.
Avrei cercato di iniziare.
Mi chiedo se non avrei parlato di un figlio, magari l'anno dopo. Mi chiedo.

E adesso siamo già verso l'autunno.
Un anno. Ormai. E quello che ho fatto...è tutto qui? Non sono fiera di me.

domenica 19 agosto 2007

e sarà troppo tardi

E io forse sorriderò con l'angolo della bocca.
solo per dire "sì ho visto".
E sarà la solita domanda " ma se io", forse.
Ma non ci sarà la risposta. Sarà troppo tardi anche per quello allora.
Qualcosa potrebbe essere diverso, ma non in questa vita.
Sono le tue mani ad assemblare piano piano il fucile, mentre fischietti tra te e te...e io ti guardo. E tu lo sai.
Quando sarà il momento, sono sicura che sparerai e solo dopo ti accorgerai che se buchi il pallone della mongolfiera, questa inevitabilmente inizia a cadere.
E ti volterai verso di me, magari per afferrarmi un gomito e dirmi di guardare, che stiamo cadendo.
E io forse sorriderò con l'angolo della bocca.

parole

...le parole sono importanti...
Come diceva Nanni, le parole...sono importanti.
A volte servono a far pensare, a volte fanno ridere, a volte gelano il cuore.
Le parole.
E' c'è chi dice siano ben poca cosa.
Che stupidaggine.
Basta un niente o quasi, una battuta anche solo, detta con la giusta dosa di cattiveria, detta sapendo che l'altro non la prenderà come tale, e ci soffrirà...
Basta un niente, o quasi, un "no" detto in maniera così carina che ti fa sentire come se davvero fosse "no", e se uno ti dice "no" con voce così tranquilla e sicura, allora forse è vero che "no, non sei brutale".
Le parole.
Lette, ascoltate.
Una ti uccide, una ti salva.
E poi ti rendi conto di quanto tutto sia labile, e di quanto sia importante cercare di prendere il buono...e di non attaccarti mai a nessuno, perchè tutti, tutti, se ne andranno.
Che poi non è facile non aspettarsi nulla in cambio, non è facile nemmeno dire "dammi ciò che ti senti", in realtà.
E' un gioco di specchi con noi stessi in cui pollicini infreddoliti raccogliamo le briciole che qualcuno si degna di buttarci, per poi magari calpestarci la mano quando tentiamo di prenderle.
Ci sono parole che fanno tanto male per quanto sono buttate lì senza pensare, e parole che fanno soffrire a dirle, anche solo per il ricordo, per la ferita che brucia ancora, ma poi le rivedi e se "serviranno in futuro" vien da dire che fanno meno male e che queste, sì, non sono gratuite ma hanno acquisito dignità.
Le parole..di chi è la responsabilità? di chi, la colpa?
La responsabilità, per esempio, di queste poche parole che mi hanno fatto male, non è mia, ma la colpa sì, perchè se non avessi permesso di venirmi vicino, ora non potrei esserne ferita.
Le parole sono qualcosa di potente.
Anche se, come i cani, come i piccoli di ogni specie, ho bisogno anche dei gesti.
Ma stasera, a farmi ridere, a farmi piangere, a quanto pare bastano le parole.

giovedì 16 agosto 2007

Pistolettate e sangue che scorre

"Mi perdoni, signora, ma quando uno è colpito da una pistola, sanguina. Mi piace questa risposta. Si potrebbe dire che è il fondamento della realtà. Le cose difficili da comprendere, accettarle come tali, e sanguinare. Pistolettate e sangue che scorre. Mi perdoni, signora, ma quando uno è colpito da una pistola, sanguina. E' per questo che scrivo."

La ragazza dello sputnik- Murakami


Già. Quando uno è colpito da una pistola, sanguina.
Solo che a volte siamo noi a correre incontro a qualcuno che neanche sta badando a noi, gli mettiamo in mano la nostra pistola e mentre lui ci ascolta distrattamente gli diciamo sorridendo " se vuoi puoi provare a spararmi, che dici?".
E poi ce ne andiamo in giro accarezzando il foro bruciacchiato lasciato dal proiettile, perchè è tutto ciò che resta di quella persona ormai di nuovo lontana

meraviglioso!!!


Rende bene l'idea di me quando vorrei buttarmi in qualche rissa per sfogare il malumore.
Assolutamente molto bene. Anche per il senso di grande minacciosità della cosa.
Oggi mi sento un po' così. Faccio paura, eh? Eh? Eh? Eh...

mercoledì 15 agosto 2007

Buon Ferragosto mammina

- Ti disturbo?
- no
- Sei sveglia?
- sì.
- vai da qualche parte oggi?
- no
- ??? non fai niente?!?!?!
-.....
- certo che non hai mai nessuno...

E' noioso tutto ciò. perchè devi continuamente aver prova della mia inettitudine? Cosa ne sai.
Non ho più voglia di discuterne, i copioni sono impolverati e aperti sempre alla stessa pagina.
Sono sicura che più tardi tenterai di nuovo la solita diffusa trattazione dell'argomento " devi sbrigarti - o sarà sempre peggio" e io scapperò a casa con la voglia di piangere. Buon ferragosto.

sabato 4 agosto 2007

"pirle " di saggezza

"la mente dopo che si è aperta a nuove esperienze, non torna più alle dimensioni originali". Albert Einstein
"...il culo anche". Eva Henger

a.b.

"...take care....take care of yourself...hey..remember me....your eyes...you know...je voudrais faire l'amour avec toi...do you remember....and smile...ok? ...remember that evening.. honey, show me your smile again..."

La scala mobile era veloce, gli annunci delle partenze anche. quasi tre anni, da allora.
E' improbabile che tu ricordi. Conoscendomi, ho imparato che sono io, quella con l'ipertrofia mnestica.
Eppure a volte mi piacerebbe, essere ancora da qualche parte, magari anche solo in un cassetto insieme a mille altre immagini.
Mi ricordo soprattutto il ponte, ridevi e mi dicevi.
Mi piacerebbe poterti incontrare di nuovo, ma non è dato farlo.
Anche se forse vorrei più che altro tornare lì, passare di nuovo un giorno dentro il museo e poi uscire e incontrarti per caso e riconoscerci sconosciuti già visti e fermarci.
E quel tuo biglietto "sorry, I can't come tonight" e tu che spunti alle mie spalle e ridi col portiere della mia aria dispiaciuta.
E' incredibile quanto possa fare il tovagliolo di una pasticceria.
Fin là, un abbraccio. Fin là, un buona fortuna. Fin là, ancora un grazie. E ovviamente, uno dei miei migliori sorrisi.

giovedì 2 agosto 2007


Perchè bisogna sempre ricordare.
Anche quando voglio farci dimenticare, porci che non sono altro.