Sarà che tra noi due il maschio rude ero io, sarà che la tua "onda bionda" era sempre più pettinata della mia, sarà che quando penso a un qualsiasi long-haired di una band tu sei il primo viso che salta agli occhi.
Sarà per tutto questo che quando sento questi versi finisce che ti penso e che mi manchi.
"...I see you walking hand in hand with long-haired drummer of the band
In love with her or so it seems, he's dancing with my beauty queen
Don´t even dare to say you hi, still swallowing the goodbye..."
Io lo so che non ti incontrerò mai, con la tua nuova compagna, me lo hai sempre detto che non sarebbe mai successo,che si saremmo persi se. Lo so che tu hai ragione... Ma a volte ti immagino, e per come posso prego che tutto vada come vuoi.
Che ti compaiano le fossette e che la mano funzioni e che tu non faccia mai più ...e che magari ogni tanto ti ricordi di me, e che sia per le cose buone.
Guardo le tue foto fatte in studio. Per quanto mi riguarda eri davvero la mia beauty queen, e lo sai che lo penserò sempre, (non più) mio occhi da gatto.
Tutto qui. da una selezione casuale di mediaplayer tu emergi di nuovo.
Forse è tutto molto più semplice. Anche se sembra complicato.
Io ti voglio bene. anche se non posso dirtelo. Anche se sono...
E con tutti gli anche se del caso...chissà, forse vale lo stesso.
martedì 24 luglio 2007
lunedì 23 luglio 2007
desiderio
Il corpo non è altro che un grumo di pensiero?
Benissimo allora dov'è un solvente? acido muriatico, magari, se proprio non si riesce a scioglierlo, sto grumo invadente.
Voglio non averlo più, un corpo. Solo voce come Uyulala, o la triste ninfa Eco. Solo voce e pensiero.
Niente più masse a occupare spazio, zavorra bersaglio memento dell'errore inutile pesantezza sgraziata.
Sabato notte ho visto una stella cadente. ma avevo già un altro desiderio in lista. sarà per la prossima
Benissimo allora dov'è un solvente? acido muriatico, magari, se proprio non si riesce a scioglierlo, sto grumo invadente.
Voglio non averlo più, un corpo. Solo voce come Uyulala, o la triste ninfa Eco. Solo voce e pensiero.
Niente più masse a occupare spazio, zavorra bersaglio memento dell'errore inutile pesantezza sgraziata.
Sabato notte ho visto una stella cadente. ma avevo già un altro desiderio in lista. sarà per la prossima
sabato 21 luglio 2007
Beckett. Finale di partita
Hamm- Tu perché stai con me?
Clov - E tu perché mi tieni con te?
Hamm - Perché non trovo nessun altro.
Clov - Perché non ho un posto migliore.
Hamm - Ma tu mi vuoi bene?
Clov - No.
Bello, poi, Finale di partita.
Drammatico. Ti strappa la risata, Beckett, mentre tutto affonda.
E mi faceva stringere le braccia addosso, nonostante il caldo, a volte.
Clov: Ti sei visto il cuore.
Hamm: No, era una cosa viva.
Clov - E tu perché mi tieni con te?
Hamm - Perché non trovo nessun altro.
Clov - Perché non ho un posto migliore.
Hamm - Ma tu mi vuoi bene?
Clov - No.
Bello, poi, Finale di partita.
Drammatico. Ti strappa la risata, Beckett, mentre tutto affonda.
E mi faceva stringere le braccia addosso, nonostante il caldo, a volte.
Clov: Ti sei visto il cuore.
Hamm: No, era una cosa viva.
venerdì 20 luglio 2007
giovedì 19 luglio 2007
genio
...e viene la voglia, improvvisa, di sparire per sempre.
Così che non possa neanche per sbaglio accadere qualcosa che ferisce.
Quando non dovrebbe. Quando meno te lo aspetti. Quando non hai il diritto di stare male. Quando non puoi prendertela con nessuno se non con il tuo stupido cuore. Che poi, il cuore. E' il cervello, il burattinaio rincretinito che si strangola coi suoi stessi fili. Se potessi tornare indietro...lo rifarei? non lo so. A volte l'istinto gioca brutti scherzi. Se non avessi fatto quel minuscolo passettino ora non sarei qui a pensarci. E poi torno, sempre, a ricredermi...a ricordare...ma quando sto così vorrei solo non avere memoria. Non sentire.
Così che non possa neanche per sbaglio accadere qualcosa che ferisce.
Quando non dovrebbe. Quando meno te lo aspetti. Quando non hai il diritto di stare male. Quando non puoi prendertela con nessuno se non con il tuo stupido cuore. Che poi, il cuore. E' il cervello, il burattinaio rincretinito che si strangola coi suoi stessi fili. Se potessi tornare indietro...lo rifarei? non lo so. A volte l'istinto gioca brutti scherzi. Se non avessi fatto quel minuscolo passettino ora non sarei qui a pensarci. E poi torno, sempre, a ricredermi...a ricordare...ma quando sto così vorrei solo non avere memoria. Non sentire.
grigio
Diamo la colpa al caldo.
L'umore, o quel che è, sotto le scarpe.
Tutto assume tonalità elegantemente "fumo di Londra".
Sentire le colleghe...solo due...sposate entrambe...a volte la solitudine pesa.
E non per il romantico due cuori una capanna, ma per il più triviale due cuori e un mutuo, due cuori e una giornata di merda da raccontarsi.
Già.
In questi giorni mi pesa la sensazione del non avere nessuno di cui fidarmi abbastanza, o che mi conosca abbastanza..o che possa capire come mi sento.
Le preoccupazioni sono sempre più o meno quelle.
Un lavoro che non c'è, perchè non si sa se in autunno ci sarà o no, una professione tutta da costruire da sola, con chi mi dice "eh ma tu non hai appoggi..guarda che così è impossibile che tu ce la faccia".
Una serie di questioni, così tristemente banali, così prosaiche che non viene neanche voglia di ascoltarle mi rendo conto.
Passo le poche serate fuori a sentire amiche/i lamentarsi dei loro partners o mancati tali...e io mi chiedo se sono sbagliata.
Ora come ora...a volte sì, vorrei qualcuno vicino anch'io, ma quando ci penso mi rendo conto di non avere energie da investirci, tutte impegnate come sono a sostenere la mia impalcatura, a tenermi insieme.
Sono preoccupata, tesa, triste. Mi accorgo di non avere entusiasmo, di non avere più nemmeno tanta voglia di ascoltare l'ennesima litigata tua col moroso. Una volta mi divertiva persino, ragionare con te...farti ragionare...
Sono stanca, invece.
Vorrei qualcuno che mi ascoltasse, anzi, che mi desse la sensazione di poter parlare. Di VOLERMI ascoltare, se voglio parlare, di voler condividere con me il silenzio, se non ho altro in quel momento.
Non sento di avere nessuno così intorno, ora.
nemmeno quelle poche, pochissime persone che per molti versi sentivo vicine. In parte dipende da me, dopo tutto sono io che non riesco più a parlare, come fossi un forziere arrugginito di cui si è persa la chiave.
Dall'altro lato, guardo chi sembrava conoscermi, e mi sento come se fossi diventata trasparente. Non mi vedono dentro, ma attraverso.
Forse sto solo raccogliendo ciò che neanche un sociopatico omicida avrebbe seminato meglio, forse è giusto così.
Ma per quanto io possa anche meritarlo, non l'ho desiderato. Non lo desidero ora. Vorrei di nuovo quella sensazione.Sentirmi accolta, capita, compresa senza bisogno di mille premesse. Senza temere che ogni cosa che dirò verrà fraintesa, o usata contro di me..o soltanto, non compresa.
Mi sembra, in questo momento, la cosa più difficile e lontana del mondo. E mi viene, speculare ma neanche tanto, da chiudermi, rintanarmi, ripararmi. Non fare neanche più quei timidi tentativi che si sono rivelati infruttuosi. Da sola ci sono entrata. Da sola..ne uscirò (?)
L'umore, o quel che è, sotto le scarpe.
Tutto assume tonalità elegantemente "fumo di Londra".
Sentire le colleghe...solo due...sposate entrambe...a volte la solitudine pesa.
E non per il romantico due cuori una capanna, ma per il più triviale due cuori e un mutuo, due cuori e una giornata di merda da raccontarsi.
Già.
In questi giorni mi pesa la sensazione del non avere nessuno di cui fidarmi abbastanza, o che mi conosca abbastanza..o che possa capire come mi sento.
Le preoccupazioni sono sempre più o meno quelle.
Un lavoro che non c'è, perchè non si sa se in autunno ci sarà o no, una professione tutta da costruire da sola, con chi mi dice "eh ma tu non hai appoggi..guarda che così è impossibile che tu ce la faccia".
Una serie di questioni, così tristemente banali, così prosaiche che non viene neanche voglia di ascoltarle mi rendo conto.
Passo le poche serate fuori a sentire amiche/i lamentarsi dei loro partners o mancati tali...e io mi chiedo se sono sbagliata.
Ora come ora...a volte sì, vorrei qualcuno vicino anch'io, ma quando ci penso mi rendo conto di non avere energie da investirci, tutte impegnate come sono a sostenere la mia impalcatura, a tenermi insieme.
Sono preoccupata, tesa, triste. Mi accorgo di non avere entusiasmo, di non avere più nemmeno tanta voglia di ascoltare l'ennesima litigata tua col moroso. Una volta mi divertiva persino, ragionare con te...farti ragionare...
Sono stanca, invece.
Vorrei qualcuno che mi ascoltasse, anzi, che mi desse la sensazione di poter parlare. Di VOLERMI ascoltare, se voglio parlare, di voler condividere con me il silenzio, se non ho altro in quel momento.
Non sento di avere nessuno così intorno, ora.
nemmeno quelle poche, pochissime persone che per molti versi sentivo vicine. In parte dipende da me, dopo tutto sono io che non riesco più a parlare, come fossi un forziere arrugginito di cui si è persa la chiave.
Dall'altro lato, guardo chi sembrava conoscermi, e mi sento come se fossi diventata trasparente. Non mi vedono dentro, ma attraverso.
Forse sto solo raccogliendo ciò che neanche un sociopatico omicida avrebbe seminato meglio, forse è giusto così.
Ma per quanto io possa anche meritarlo, non l'ho desiderato. Non lo desidero ora. Vorrei di nuovo quella sensazione.Sentirmi accolta, capita, compresa senza bisogno di mille premesse. Senza temere che ogni cosa che dirò verrà fraintesa, o usata contro di me..o soltanto, non compresa.
Mi sembra, in questo momento, la cosa più difficile e lontana del mondo. E mi viene, speculare ma neanche tanto, da chiudermi, rintanarmi, ripararmi. Non fare neanche più quei timidi tentativi che si sono rivelati infruttuosi. Da sola ci sono entrata. Da sola..ne uscirò (?)
martedì 17 luglio 2007
invisible monsters
"Tutte quelle migliaia di chilometri più tardi, tutte le persone che sono stata, ed è sempre la stessa storia. Perchè ti senti come una cretina se ridi da sola, ma poi finisci sempre per piangere? Com'è che riesci a mutare e a essere sempre lo stesso virus mortale?"
Palahniuk sa sempre cosa dir(mi).
Palahniuk sa sempre cosa dir(mi).
domenica 8 luglio 2007
non ce la faccio
"...bisogna che mi aiuti un po' con lei..."
"...in che modo?"
"..non lo so. sta entrando in depressione."
Impotenza. Soffocamento. Non sono le parole esatte ma sono le prime che vengono in mente.
La voce sala alla gola, direttamente dal più remoto viscere del mio corpo. Che qualcuno, ora, abbia il coraggio di venire qui davanti e dirmi che c'è una ragione, o un disegno o qualcosa del genere.
Che esiste davvero un grande cappellaio* che in qualche modo ha organizzato la faccenda. Che abbia il coraggio di dirmi questo e di non scappare subito a nascondersi prima che io lo raggiunga.
* e sappiamo tutti che usavano il mercurio i cappellai. E sappiamo tutti con che effetti. Per la serie, se esiste, SICURAMENTE ha l'hobby della cappelleria.
"...in che modo?"
"..non lo so. sta entrando in depressione."
Impotenza. Soffocamento. Non sono le parole esatte ma sono le prime che vengono in mente.
La voce sala alla gola, direttamente dal più remoto viscere del mio corpo. Che qualcuno, ora, abbia il coraggio di venire qui davanti e dirmi che c'è una ragione, o un disegno o qualcosa del genere.
Che esiste davvero un grande cappellaio* che in qualche modo ha organizzato la faccenda. Che abbia il coraggio di dirmi questo e di non scappare subito a nascondersi prima che io lo raggiunga.
* e sappiamo tutti che usavano il mercurio i cappellai. E sappiamo tutti con che effetti. Per la serie, se esiste, SICURAMENTE ha l'hobby della cappelleria.
sabato 7 luglio 2007
addio, e grazie di tutto il pesce
L'unica persona che capiva eri tu.
E' strano. ogni volta che in libreria passo davanti ai suoi libri, penso a quella frase. a come la usavamo io e te, spesso. Per spiegare in poche parole quel sentimento, quella sensazione.
Già.
Ora la scrivo qui, nella speranza che si levi qualche altra mano. Oltre alla mia. che per anche per qualcun altro abbia significato.
E' strano. ogni volta che in libreria passo davanti ai suoi libri, penso a quella frase. a come la usavamo io e te, spesso. Per spiegare in poche parole quel sentimento, quella sensazione.
Già.
Ora la scrivo qui, nella speranza che si levi qualche altra mano. Oltre alla mia. che per anche per qualcun altro abbia significato.
giovedì 5 luglio 2007
Hic sunt dracones
E' lì che vorrei andare. In un posto che sia ancora indicato così, sulla mappa.

Avrei dovuto incamminarmi ieri sera, e vedere se riuscivo a trovare l'inizio, o la fine, di questo.
Poi dicono dovresti sistemarti? famiglia? fidanzato? Non ho tempo nè voglia per cotali zavorre.
Ora come ora sogno solo la libertà...e una carriera di assassino seriale, magari prezzolato.
Avrei dovuto incamminarmi ieri sera, e vedere se riuscivo a trovare l'inizio, o la fine, di questo.
Poi dicono dovresti sistemarti? famiglia? fidanzato? Non ho tempo nè voglia per cotali zavorre.
Ora come ora sogno solo la libertà...e una carriera di assassino seriale, magari prezzolato.
giovedì 14 giugno 2007
Sulinari the mouse
Le giraffe hanno il cervello a tre metri dal cuore. Tengono separati i sentimenti dai pensieri per una questione di altezza. I topi invece, sono piccoli e guizzanti. Hanno il cuore e la teta così vicini, ma così vicini che è difficile distinguerli. I topi non sanno mai se pensano quello che sentono, o sentono quello che pensano, la logica non gli interessa. Compaiono e scompaiono per arte di magia e di sangue, che non sai mai dove sta. Se sopra o sotto. Nelle pulsazioni o nel segnale elettrico di qualche neurone impazzito.E lì racchiudono paesaggi azzurri come i boschi che si estendono al Nord di quest'isola e che tutti dimentichiamo, nella nostra vita di giraffe pensanti dal collo lungo. Il cuore delle giraffe pesa dodici chili e mezzo BUM BUM BUM. Invece i topi hanno cuori veloci tic-tac tic-tac così non gli pesa scorazzare su e giù, nè gli pesa bombardare a tappeto le proprie emozioni, in modo che sfuggano alla razionalità e al buonsenso. Il cervello delle giraffe si sente così solo che ha dimenticato come si fa a ordinare i sorrisi. Invece il topo sorride perchè si sente sempre accompagnato da un battito lieve, che lo porta per mano fino al ricordo dei boschi da cui proviene. Ecco perchè conviene abbassare la testa per avvicinarsela al cuore.
J. B.
Questo è il suo, e mio, punto di vista. Sia chiaro che non approvo i dogmi, che anzi ognuno vada e viva come gli pare.
Le mie giraffe preferite ogni tanto si abbassano gentili, e se mi aggrappo bene alle loro orecchie poi, in equilibrio sulla loro tesa, assaggio il loro punto di vista.
Se avete voglia di sdraiarvi alla mia altezza...qui c'è posto.
J. B.
Questo è il suo, e mio, punto di vista. Sia chiaro che non approvo i dogmi, che anzi ognuno vada e viva come gli pare.
Le mie giraffe preferite ogni tanto si abbassano gentili, e se mi aggrappo bene alle loro orecchie poi, in equilibrio sulla loro tesa, assaggio il loro punto di vista.
Se avete voglia di sdraiarvi alla mia altezza...qui c'è posto.
mercoledì 13 giugno 2007
...It's easier to live alone than fear the time it's over...
Non lo so. Ho un cuore (ne ho le prove, per quanto non definitive, mettendomi una mano sulla gola, o sul petto, a sinistra...si sente il battito).
Spazioso ma non troppo, è affollato di quelle due tre persone che amo e di quelle 5-6 a cui voglio bene.
Pochi precetti per una vita.
La mia libertà di agitare il pugno finisce dove inizia il tuo naso.
Cercare di non creare dolore agli altri.
Essere il più onesta possibile, quantomeno con me stessa.
Li seguo, tutti e tre, ora come ora.
Forse sono troppi saluti, ma sono chiari, limpidi. Nella totale libertà di non oltrepassare la porta neanche in entrata. E cerco di non creare dolore. Fallisco, in questo, a volte. mi rendo conto.
Questo è il lato più difficile ma anche meno controllabile: non dipende solo da me. Quando ci sono un Io e un Tu la stanza è satura di aspettative idee pensieri significati vissuti. Difficile attraversarla senza inciampare o pestare i piedi a qualcuno dei convitati, lo so.
Arriverà forse un giorno ( lo temo e lo spero insieme, per tutto quel che vuol dire) chi vorrà e saprà restare.
Chi magari remerà contro, chi saprà eludere i miei divieti e mi insegnerà di (ex) n(u)ovo cosa vuol dire "due".
Per adesso sono così chiara da sembrare crudele, a volte.
Per adesso sono sola, ma almeno lo so.
Per adesso sto bene così. E quando non sto bene, è da contare nel gioco.
Spazioso ma non troppo, è affollato di quelle due tre persone che amo e di quelle 5-6 a cui voglio bene.
Pochi precetti per una vita.
La mia libertà di agitare il pugno finisce dove inizia il tuo naso.
Cercare di non creare dolore agli altri.
Essere il più onesta possibile, quantomeno con me stessa.
Li seguo, tutti e tre, ora come ora.
Forse sono troppi saluti, ma sono chiari, limpidi. Nella totale libertà di non oltrepassare la porta neanche in entrata. E cerco di non creare dolore. Fallisco, in questo, a volte. mi rendo conto.
Questo è il lato più difficile ma anche meno controllabile: non dipende solo da me. Quando ci sono un Io e un Tu la stanza è satura di aspettative idee pensieri significati vissuti. Difficile attraversarla senza inciampare o pestare i piedi a qualcuno dei convitati, lo so.
Arriverà forse un giorno ( lo temo e lo spero insieme, per tutto quel che vuol dire) chi vorrà e saprà restare.
Chi magari remerà contro, chi saprà eludere i miei divieti e mi insegnerà di (ex) n(u)ovo cosa vuol dire "due".
Per adesso sono così chiara da sembrare crudele, a volte.
Per adesso sono sola, ma almeno lo so.
Per adesso sto bene così. E quando non sto bene, è da contare nel gioco.
domenica 10 giugno 2007
sai..
Sai, è uscito il libro. L'hanno tradotto, me lo sono comprato a Firenze lo scorso fine settimana. Sì sì. Lo leggo piano, che non finisca subito.
Si riconosco i pezzi di Neil da quelli di Terry.
Mi piacerebbe, sai, chiamarti e leggerti un pezzo, e chiederti se anche a te fa pensare la stessa cosa.
Sai, anche se K-rock qui non si sente, ascolto sempre Rock FM, ti piacerebbe, tra Poison Cinderella e altri nostri "amici"...oggi accompagnavo Axl in Paradise city e ti pensavo e mi ricordavo ancora quel giorno con te seduto che non mi guardavi ...hai presente?
Sai, ho di nuovo la cavigliera coi sonaglini, quella che di notte ti infastidiva nel silenzio.
Sai, parlo (tanto) di te alle (poche) persone che mi ascoltano: anche a scuola...ho tanti ragazzini che ascoltano metal, o che suonano in gruppi rock..e sognano il Transilvania.
Sai, a volte mi tornano gli occhi lucidi a guardare le stelline viola e ripenso a quando era tutto diverso.
Sai, spesso penso che non ci sarà mai più niente di simile.
Sai, eri un sogno realizzato. Questo sì, lo dico a tutti. Ne sono stupita anch'io. ma lo eri, sai?
Sei ancora speciale, sai?
Vorrei davvero tanto poterti chiamare ora e dirti qualcosa nel nostro linguaggio... e vorrei troppo parlarti di Anathema e di suor Maria Loquace e della trasformazione di Cerbero. Di sera, sdraiata nella luce rosa della abat-jour, sorrido da sola, nonostante la malinconia sottile che vela le pagine...e alzo gli occhi e mi chiedo se anche tu leggi..e chissà se ti increspa il viso quel sorriso raro che mi piaceva tanto.
Sai, vorrei sentirti di nuovo cantare. Dire "Furrino".
Sai, vorrei sapere che stai bene.
Sai, vorrei poterti dire che ti voglio bene, accarezzarti i capelli e dirti ancora "mi dispiace".
Sai...spero che tutto stia andando come vuoi.
Tu non lo amavi. Ma dal mio cuore. A te.
...Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a crederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"
non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai....
Si riconosco i pezzi di Neil da quelli di Terry.
Mi piacerebbe, sai, chiamarti e leggerti un pezzo, e chiederti se anche a te fa pensare la stessa cosa.
Sai, anche se K-rock qui non si sente, ascolto sempre Rock FM, ti piacerebbe, tra Poison Cinderella e altri nostri "amici"...oggi accompagnavo Axl in Paradise city e ti pensavo e mi ricordavo ancora quel giorno con te seduto che non mi guardavi ...hai presente?
Sai, ho di nuovo la cavigliera coi sonaglini, quella che di notte ti infastidiva nel silenzio.
Sai, parlo (tanto) di te alle (poche) persone che mi ascoltano: anche a scuola...ho tanti ragazzini che ascoltano metal, o che suonano in gruppi rock..e sognano il Transilvania.
Sai, a volte mi tornano gli occhi lucidi a guardare le stelline viola e ripenso a quando era tutto diverso.
Sai, spesso penso che non ci sarà mai più niente di simile.
Sai, eri un sogno realizzato. Questo sì, lo dico a tutti. Ne sono stupita anch'io. ma lo eri, sai?
Sei ancora speciale, sai?
Vorrei davvero tanto poterti chiamare ora e dirti qualcosa nel nostro linguaggio... e vorrei troppo parlarti di Anathema e di suor Maria Loquace e della trasformazione di Cerbero. Di sera, sdraiata nella luce rosa della abat-jour, sorrido da sola, nonostante la malinconia sottile che vela le pagine...e alzo gli occhi e mi chiedo se anche tu leggi..e chissà se ti increspa il viso quel sorriso raro che mi piaceva tanto.
Sai, vorrei sentirti di nuovo cantare. Dire "Furrino".
Sai, vorrei sapere che stai bene.
Sai, vorrei poterti dire che ti voglio bene, accarezzarti i capelli e dirti ancora "mi dispiace".
Sai...spero che tutto stia andando come vuoi.
Tu non lo amavi. Ma dal mio cuore. A te.
...Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a crederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"
non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai....
giovedì 7 giugno 2007
7 giugno 1979
1. nonna
2. elena
3. sofia
4. babbo
5. mamma
6. il primo bacio
7. vivere da sola
8. la prima volta con Lorenzo
9. Amsterdam
10. Rodi
11. la pace necessaria (ma non improvvisata) su quel muretto
12. le cantate con J.
13. le ciliege buone
14. veder stampato il libro
15. quei primi passi di ballo
16. il novello di babbo
17. i libri di Gaiman
18. proclamata "dottoressa"
19.Provaci ancora Sam
20. Palombella Rossa
21. i pomeriggi con Discworld noir
22. La locomotiva
23. Holden Caufield
24. i Modena con Cisco
25. Roma
26. non farlo quasi più
27. quei primi mesi insieme in quella casa
28. quel profumo che non sentirò mai più
Neanche avessi 100 anni. una cosa buona all'anno almeno. trovarla. ci è voluto più di quanto avrei voluto.
2. elena
3. sofia
4. babbo
5. mamma
6. il primo bacio
7. vivere da sola
8. la prima volta con Lorenzo
9. Amsterdam
10. Rodi
11. la pace necessaria (ma non improvvisata) su quel muretto
12. le cantate con J.
13. le ciliege buone
14. veder stampato il libro
15. quei primi passi di ballo
16. il novello di babbo
17. i libri di Gaiman
18. proclamata "dottoressa"
19.Provaci ancora Sam
20. Palombella Rossa
21. i pomeriggi con Discworld noir
22. La locomotiva
23. Holden Caufield
24. i Modena con Cisco
25. Roma
26. non farlo quasi più
27. quei primi mesi insieme in quella casa
28. quel profumo che non sentirò mai più
Neanche avessi 100 anni. una cosa buona all'anno almeno. trovarla. ci è voluto più di quanto avrei voluto.
mercoledì 6 giugno 2007
quiero morirme fuera de la mar
Inquietudine.
Come se qualcosa ronzasse, bruciasse, vibrasse, dentro.
Un giorno troverò qualcosa che mi soddisfi. Forse no. Sono il verme solitario di me stessa.
E intanto ..."..do good things to yourself..". Grazie. Anche del pensiero, cavolo. Considerato che non sono stata che una passante di qualche ora, inatteso. Grazie. Anche se non credo di saperlo fare.
El Regreso
Yo vuelvo
por mis alas.
¡Dejadme volver!
¡Quiero morirme siendo
amanecer!
¡ Quiero morirme siendo
ayer!
Yo vuelvo
por mis alas.
¡Dejadme retornar!
Quiero morirme siendo
manantial.
Quiero morirme fuera
de la mar.
Come se qualcosa ronzasse, bruciasse, vibrasse, dentro.
Un giorno troverò qualcosa che mi soddisfi. Forse no. Sono il verme solitario di me stessa.
E intanto ..."..do good things to yourself..". Grazie. Anche del pensiero, cavolo. Considerato che non sono stata che una passante di qualche ora, inatteso. Grazie. Anche se non credo di saperlo fare.
El Regreso
Yo vuelvo
por mis alas.
¡Dejadme volver!
¡Quiero morirme siendo
amanecer!
¡ Quiero morirme siendo
ayer!
Yo vuelvo
por mis alas.
¡Dejadme retornar!
Quiero morirme siendo
manantial.
Quiero morirme fuera
de la mar.
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